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“Ci vorrebbe anche in Italia”. Ilaria Salis parla e si scatena il finimondo: esplode il caso

Pubblicato: 02/10/2026 15:27

Le proteste studentesche che stanno attraversando la Francia diventano terreno di confronto anche nel dibattito politico italiano. A intervenire è Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che in un post pubblicato su X ha commentato le manifestazioni degli studenti francesi e le tensioni che, negli ultimi giorni, hanno accompagnato le mobilitazioni. «Anche in Italia ci sarebbero tutte le ragioni per una mobilitazione di questa portata», ha scritto, collegando le proteste francesi alle condizioni della scuola italiana.

Le manifestazioni, secondo quanto riferito da Salis nel suo intervento, sono nate soprattutto negli istituti superiori delle periferie, dove gli studenti denunciano problemi legati alle condizioni degli edifici scolastici, alle classi numerose e alle difficoltà che riguardano il personale della scuola. La protesta si sarebbe poi estesa alle università, coinvolgendo anche una parte del corpo docente.

In Francia le mobilitazioni hanno assunto forme particolarmente conflittuali. In diversi luoghi si sono verificati scontri con le forze dell’ordine e sono stati segnalati episodi di violenza e danneggiamenti. Tra i casi citati c’è quello di un liceo di Marsiglia, dove il preside e alcuni collaboratori sarebbero stati aggrediti e cosparsi di benzina. Si tratta di episodi distinti dalle manifestazioni pacifiche e che hanno contribuito ad alimentare la tensione attorno alle proteste.

Nel suo messaggio, Salis sottolinea inoltre l’ampiezza raggiunta dalla mobilitazione. «Blocchi e manifestazioni sono ovunque in tutta la Francia», scrive, indicando nel 6 ottobre una giornata particolarmente significativa. Per quella data, secondo quanto riferito dall’eurodeputata, le organizzazioni sindacali dei lavoratori, insieme a quelle degli insegnanti e degli studenti, hanno lanciato un appello a sostenere il movimento studentesco.

Il passaggio più diretto del suo intervento riguarda però l’Italia. Salis sostiene che anche nel nostro Paese esisterebbero, a suo giudizio, condizioni tali da giustificare una mobilitazione di ampia portata. Nel mirino finiscono soprattutto le condizioni degli edifici scolastici, il sovraffollamento delle classi e la situazione del personale. «Scuole che cadono a pezzi, classi sovraffollate, personale sottopagato e condizioni di lavoro sempre più difficili», scrive l’eurodeputata.

Salis mette inoltre a confronto gli investimenti nell’istruzione tra Italia e Francia, sostenendo che il nostro Paese destini alla scuola una quota della propria ricchezza nazionale «sensibilmente inferiore» rispetto a quella francese. Da qui la sua difesa della scuola pubblica come «un diritto fondamentale» e come «il miglior investimento» per il futuro.

Il messaggio si conclude con un esplicito sostegno alle proteste studentesche francesi: «Evviva il movimento studentesco!». Un intervento che lega quindi le rivendicazioni degli studenti d’Oltralpe ai problemi denunciati nel sistema scolastico italiano e rilancia, anche nel nostro Paese, il tema della mobilitazione sulla scuola.

Il post di Salis arriva mentre in Francia la protesta continua a intrecciarsi con episodi di forte tensione. Il confronto resta dunque aperto tra le rivendicazioni degli studenti, le ragioni delle organizzazioni sindacali e la necessità di garantire il regolare svolgimento delle attività scolastiche e universitarie, mentre gli episodi di violenza rappresentano un capitolo distinto rispetto alle manifestazioni e alle forme di protesta pacifica.

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