
Una nuova e potente scossa rischia di stravolgere le carte in tavola nelle indagini sulla morte di Chiara Poggi, l’inchiesta che vede Andrea Sempio iscritto nel registro degli indagati per omicidio. Nel corso di un intervento a Omnibus, la trasmissione di La7 condotta da Gaia Tortora, la penalista Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, ha lanciato un annuncio destinato a fare rumore: «Abbiamo in mano un elemento che farà scalpore».
L’avvocata ha fatto sapere che, oltre alla rivelazione sui due esiti negativi emersi dopo il primo test positivo del Dna sui pedali della bicicletta nel 2007, il team difensivo dispone di ulteriori carte vincenti: «Quello che posso certamente dire è che certamente ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolare scalpore a mio giudizio, che tuttavia non riguarda le indagini del 2007». Parole che, pur mantenendo il massimo riserbo per non svelare la strategia, lasciano chiaramente intendere come la nuova prova riguardi il filone d’indagine aperto di recente e non il primo processo conclusosi con la condanna definitiva del 2016.
Guerra tra consulenti: querele in vista e l’ombra sui test del 2007
Parallelamente, il clima si surriscalda sul fronte degli esperti di parte. Gli ex consulenti della difesa Stasi, Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, hanno annunciato l’intenzione di querelare il genetista Marzio Capra, perito della famiglia Poggi, a seguito delle dichiarazioni rese durante la trasmissione Quarto Grado. I due esperti smentiscono categoricamente di essere stati informati nel 2007 dal Ris riguardo ai due falsi negativi sul campione del pedale: «Tali gravissime e incomprensibili affermazioni del dott. Marzio Capra, che gettano pesanti ombre sull’operato dei sottoscritti, troveranno adeguata tutela nelle sedi competenti. Nel frattempo, i sottoscritti chiederanno alla Procura della Repubblica di Pavia di essere ascoltati come persone informate sui fatti, affinché questa incresciosa vicenda venga definitivamente chiarita».
I tecnici hanno ribadito la loro totale estraneità a quei dati: «I sottoscritti non hanno mai avuto conoscenza (né visiva, né documentale), né in quella data, né successivamente durante il processo che quel campione avesse dato esiti negativi. Di questi si è purtroppo venuti a conoscenza solo di recente dai nuovi sviluppi», ricordando come anche l’avvocato Angelo Giarda, durante l’udienza di convalida del 27 settembre 2007, avesse precisato che la difesa conosceva unicamente il tracciato di confronto e l’unico esito positivo del pedale risalente al 19 settembre.


