
C’è un momento in cui la politica smette di parlare di programmi e inizia a parlare di pancia, di incompatibilità viscerale, di elettori che non si sopportano neanche sotto tortura. È il momento in cui un ex idolo del Movimento guarda il nuovo campo largo e vede un’alleanza di cartapesta, destinata a non decollare. E mentre lo fa, spara a zero su tutto, dall’Ucraina a Trump, passando per l’Iran e le paure dei giovani francesi.
Di Battista attacca Schlein
C’è una parte di cittadini che sostiene il Movimento Cinque Stelle che la Schlein non la voterebbe neanche sotto tortura. Parola di Alessandro Di Battista, ospite di Accordi e Disaccordi sul Nove. Commentando poi lo scambio a distanza ieri tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, osserva, beh, penso che se continuano così, già la Meloni per me è favorita, era favorita mesi fa, ma se continuano così possono anche non fare le elezioni. Un affondo durissimo, diretto, che certifica la distanza siderale tra una parte del mondo pentastellato e la segretaria del Partito Democratico.
Campo largo senza temi e senza identità
Io non li sento, li sento raramente, a parte i temi che li dividono, li sento raramente parlare di temi. Cioè, la grande forza di quel Movimento Cinque Stelle, che poi furono le idee di Gianroberto, era scegliere dei temi e martellare giorno e notte su quei temi. Chi votava il 5 Stelle sapeva perfettamente che questi sono quelli che vogliono ridurre gli stipendi parlamentari, abolire il finanziamento pubblico ai giornali e ai partiti, quelli che vogliono mettere il reddito di cittadinanza, fare la legge anticorruzione, quelli che sono contro la casta. Oggi andiamo a chiedere a 10 cittadini, se li troviamo tra l’altro, che sostengono il campo largo, cosa vuole fare il campo largo? Quanti rispondono? Io la vedo così, perlomeno. E poi ripeto, la linea sull’Ucraina è dirimente.
Linea sull’Ucraina avvilente
Trovo avvilente che la segretaria del Partito Democratico, eletta per dare un cambio di linea, stia dopo due anni ancora a parlare di pace giusta. Io non so come andranno le prossime elezioni, ma qualora dovesse rivincere la Meloni, cosa che non escludo affatto, per me una delle ragioni principali sarà la linea del Partito Democratico rispetto all’Ucraina. Sono frasi che non significano nulla, dice ancora l’ex pentastellato. Io di questo ne sono convinto, come sono convinto che le proteste enormi in Francia siano legate sia alle condizioni degli istituti scolastici, al diritto allo studio negato per molti, ma sono legate alla paura che tanti giovani hanno di essere mandati al fronte tra qualche anno.
Sulla guerra in Ucraina, continua Di Battista, ora la Schlein finalmente dice, serve un inviato. Noi lo chiediamo, un inviato speciale dell’Unione Europea, da tre anni. Facesse un nome e lottasse ogni giorno a manetta, dicesse, serve un inviato speciale dell’Unione Europea per andare a trattare con Putin. Andare ad ascoltare le ragioni di Putin, perché anche Putin ha le sue ragioni, per me anche Putin ha le sue ragioni. Una posizione che farà discutere, che rompe con la linea ufficiale del Pd e che rilancia il tema del negoziato come unica via d’uscita dal conflitto.
Da Trump all’Iran, l’affondo su Stati Uniti e Pasdaran
Trump quando dice Cuba cadrà in quattro e quattro otto è lo stesso che negli ultimi due anni avrà detto abbiamo sconfitto l’Iran 40 volte, stanno piangendo perché vogliono un accordo 100 volte. La verità, continua l’ex deputato parlando di Teheran, è che i pasdaran hanno vinto la guerra per adesso. Gli Stati Uniti in Iran hanno perso la guerra, questa è la verità. E io dico anche grazie a Dio perché se no il delirio di onnipotenza di questi, già in Venezuela. Un Di Battista a tutto campo, che non risparmia nessuno e che conferma di voler restare fuori dal campo largo così come è stato costruito fino ad oggi.


