
Aveva appena 22 anni Fabio Capecchi. Un ragazzo solare, pieno di energia, con una vita costruita attorno alla famiglia, agli amici e alle sue passioni. Una vita che sembrava avere davanti ancora infinite possibilità e che invece si è spezzata nella notte di venerdì, a Ponte Stella, in un tragico incidente in moto. Chi lo conosceva lo ricorda come un giovane educato, gentile e disponibile, sempre pronto a parlare, scherzare e condividere il tempo con gli altri.
Fabio amava stare in compagnia, vivere le amicizie, trascorrere una serata insieme o semplicemente ridere con le persone a cui voleva bene. Aveva la naturale spensieratezza dei suoi 22 anni e una grande voglia di vivere. Una solarità che oggi torna nei ricordi di chi lo ha conosciuto e che rende ancora più difficile accettare una morte arrivata così presto, quando davanti a lui sembrava esserci ancora tutta una vita da costruire.

Nel suo mondo c’erano soprattutto i motori. Non soltanto una passione, ma anche una professione. Fabio lavorava infatti nel settore automobilistico e vendeva auto a Pistoia. Conosceva quel mondo, lo frequentava ogni giorno e aveva trasformato il suo interesse per le quattro ruote in un lavoro. Poi c’erano le moto, le sue amate due ruote, una passione ancora più personale, legata al tempo libero e alle giornate trascorse inseguendo quella sensazione di libertà che solo una moto può regalare.
Ed è proprio sulla moto che amava che, nella notte, la sua vita si è tragicamente fermata. A rendere ancora più doloroso il distacco sono oggi le fotografie di appena qualche settimana fa, quando Fabio era stato a Santorini con la fidanzata Matilde. Sorrisi davanti al mare, giornate di sole, momenti di serenità: immagini che raccontano una normalità felice e che adesso, per chi gli voleva bene, hanno assunto il valore di ricordi preziosi.
Con Matilde Fabio aveva condiviso viaggi, progetti e momenti di vita quotidiana. Il loro legame era profondo e nelle fotografie della vacanza emerge tutta la felicità di una coppia giovane, convinta di avere ancora tanto tempo davanti. Oggi quelle immagini raccontano qualcosa di diverso: il ricordo di un ragazzo che, senza saperlo, stava vivendo una delle ultime settimane della sua vita. Un contrasto che rende ancora più difficile elaborare una tragedia così improvvisa.
A ricordarlo con parole cariche di dolore è stata Alessandra Costantini, madre di Matilde. «Ciao Fabio, voglio ricordarti proprio così, accanto a mia figlia: solare, intraprendente, un ragazzo speciale, con una marcia in più». Poi il pensiero va alla figlia e alla famiglia di Fabio: «Matilde ti adorava, era fiera di te e del cammino che stavate facendo insieme. Non riesco ancora a credere che una vita così giovane e piena di energia possa essersi spezzata in un soffio».
Il dolore attraversa ora due famiglie. Da una parte quella di Fabio, chiamata ad affrontare una perdita impossibile da comprendere; dall’altra quella di Matilde, che aveva visto crescere il loro rapporto e condiviso la felicità della coppia. «Il mio pensiero più profondo e il mio abbraccio più forte vanno alla tua mamma, al tuo papà, a tua sorella e a mia figlia», ha scritto Alessandra. «Ci hai lasciato troppo presto, Fabio. Rimarrai per sempre nei nostri cuori. Riposa in pace».
Particolarmente forte è anche il ricordo della sorella Giada, alla quale Fabio era legatissimo. Tra i due c’erano complicità, vicinanza e un affetto profondo, uno di quei legami familiari che spesso si danno per scontati finché una tragedia non li trasforma improvvisamente in un’assenza. Attorno alla famiglia si è stretta anche una comunità intera: amici, conoscenti, colleghi e tutte le persone che avevano incrociato Fabio nel lavoro e nella vita quotidiana.
Ora restano le fotografie, i messaggi, i ricordi e le parole di chi gli ha voluto bene. Restano le immagini di Santorini, i momenti trascorsi con Matilde, le amicizie e quella voglia di vivere che tutti ricordano. Ma soprattutto resta una famiglia costretta ad affrontare un dolore enorme e un’assenza arrivata troppo presto. A 22 anni, Fabio aveva ancora tutto davanti: oggi quel futuro interrotto vive soltanto nei ricordi di chi continuerà a portarlo con sé.


