
Si chiamava Jasmine Chouwdhury, aveva 31 anni ed era una specializzanda al Policlinico di Messina. La giovane, originaria di Palermo, è stata trovata senza vita nella sua abitazione di via Catili, a Barcellona Pozzo di Gotto, dove viveva da tempo.
Per la sua morte è indagato il compagno Antonio G., 29 anni, originario di Brindisi. I due si erano conosciuti sui social e stavano insieme da alcune settimane.
L’allarme e l’inchiesta
La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta per fare luce sulla morte della 31enne, trovata priva di vita nel pomeriggio di giovedì. A dare l’allarme al 118, intorno alle 18, è stato proprio il compagno. Quando i soccorritori sono arrivati nell’abitazione, per Jasmine non c’era però più nulla da fare.
Il giovane è stato ascoltato a lungo in Procura, assistito dal proprio legale, e ha ricostruito agli investigatori le ultime ore trascorse insieme alla compagna.
Tra le ipotesi al momento prese in considerazione c’è quella di un’overdose da oppioidi. Si tratta però di uno scenario ancora da verificare e non è stata accertata la causa della morte.
Il compagno, secondo quanto emerso, sarebbe stato in terapia con metadone, mentre la giovane avrebbe fatto uso di sostanze stupefacenti. Elementi che dovranno essere verificati e messi in relazione con gli altri elementi raccolti dagli investigatori.
A fornire indicazioni decisive saranno soprattutto l’autopsia e gli esami tossicologici, necessari per stabilire con precisione che cosa abbia provocato la morte della giovane specializzanda.
L’inchiesta dovrà inoltre chiarire la dinamica delle ultime ore e verificare eventuali responsabilità. Al momento, dunque, l’iscrizione del compagno nel registro degli indagati non equivale a un’accertata responsabilità per la morte di Jasmine, ma rappresenta un passaggio dell’indagine ancora in corso.


