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“Garlasco 2”. Caso Yara, la Corte ha deciso: cosa succede adesso

Pubblicato: 05/10/2026 18:48
Yara Gambirasio, due indagati per depistaggio e frode processuale nel processo a Bossetti: usati reperti forse deteriorati

C’è una ferita che non si rimargina mai, quella di una ragazzina di tredici anni scomparsa in un tardo pomeriggio d’autunno e ritrovata mesi dopo in un campo, e c’è una famiglia che da quindici anni chiede solo che quella ferita non venga riaperta per l’ennesima volta. In un’aula di tribunale si è consumato l’ennesimo capitolo di una vicenda giudiziaria che sembra non avere fine, tra richieste di nuove perizie, accuse di processo farsa e il timore che la ricerca della verità si trasformi in un circo mediatico.

Yara Gambirasio, Corte boccia istanza di Bossetti

I legali dei genitori di Yara Gambirasio si sono opposti a nuove indagini sui reperti legati all’omicidio. L’adolescente fu uccisa nel 2011 a Brembate di Sopra e per la morte fu condannato Massimo Bossetti, attualmente all’ergastolo. La Corte di Bergamo ha rigettato la richiesta di nuove analisi sui reperti legati al delitto. Una decisione arrivata al termine dell’udienza del 5 ottobre 2026 in cui i giudici si erano riservati di decidere.

Si vuole arrivare a un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo. A parlare sono gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, gli avvocati che assistono i genitori di Yara Gambirasio, l’adolescente scomparsa il 26 novembre 2010 e trovata morta il 26 febbraio 2011. Quest’oggi si è tenuta l’udienza nella quale la Corte d’Assise si era riservata la decisione di far analizzare di nuovo i reperti del caso. La Corte ha rigettato la richiesta dei legali di Bossetti, anche se i giudici avevano inizialmente chiesto del tempo per decidere in merito. I legali della famiglia di Yara si erano opposti a nuove indagini. In aula era presente la pm titolare del caso, Letizia Ruggeri.

Respinta la richiesta di Bossetti

La difesa di Bossetti, attualmente all’ergastolo per la morte della ragazzina, non potrà analizzare i reperti delle indagini, in particolare i campioni di Dna, come invece aveva chiesto. La difesa del muratore di Brembate di Sopra non potrà procedere con altre analisi e ha a disposizione le foto originali in alta definizione dei reperti, oltre che accesso ai Dna dell’indagine sull’omicidio della 13enne. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, avevano chiesto la ripetizione di parte delle analisi dei campioni che furono esaminati in assenza dei legali dell’uomo condannato all’ergastolo in via definitiva.

Nuovi esami sui quali gli avvocati difensori dell’unico condannato insistono da sempre. Chiediamo di capire da dove proviene il Dna denominato Ignoto 1, ha sottolineato l’avvocato Salvagni ai microfoni dei media dopo l’udienza. Una battaglia legale che va avanti da anni e che punta a rimettere in discussione le prove genetiche alla base della condanna definitiva di Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio.

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