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Turchia e Pakistan invieranno forze militari in Arabia Saudita, la decisione dopo la riunione d’emergenza

Pubblicato: 05/10/2026 22:28

La Turchia e il Pakistan hanno annunciato l’invio di forze militari in Arabia Saudita per sostenere il Regno, colpito dagli attacchi dei combattenti Houthi provenienti dallo Yemen. La decisione è stata presa nell’ambito del Patto della Mecca, l’accordo di difesa reciproca sottoscritto da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan.

L’annuncio è arrivato al termine di una riunione d’emergenza a Riad tra i rappresentanti dei tre Paesi. Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha spiegato che l’incontro ha confermato la solidarietà e l’unità degli Stati membri di fronte agli attacchi contro il Regno e i luoghi santi.

Attivata la deterrenza collettiva

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera, i tre Paesi hanno concordato di attivare misure di deterrenza collettiva in risposta agli attacchi degli Houthi e a tutti coloro che ne sono responsabili. Un comitato del Patto di difesa della Mecca ha quindi deciso di procedere con il dispiegamento delle forze e delle capacità militari concordate.

L’obiettivo è garantire un rapido rafforzamento della presenza militare in Arabia Saudita, aumentando la prontezza operativa e l’integrazione tra le forze armate dei tre Paesi. La decisione arriva mentre il Regno è bersaglio di attacchi regolari da parte degli Houthi, il movimento yemenita sostenuto dall’Iran.

La dichiarazione congiunta diffusa dopo la riunione ha inoltre condannato con la massima fermezza il tentativo di colpire La Mecca e Medina, ribadendo il rifiuto di qualsiasi minaccia alla sicurezza e all’integrità territoriale dell’Arabia Saudita.

«La sicurezza di ciascuno è quella di tutti»

Nel documento, i tre Paesi hanno stabilito di procedere immediatamente all’attuazione degli impegni di difesa collettiva e di adottare tutte le misure necessarie per assicurare il dispiegamento delle forze concordate.

La cooperazione militare dovrà rafforzare, secondo la dichiarazione, la prontezza operativa, l’integrazione tra gli apparati militari e la capacità comune di affrontare e contrastare le minacce. Al termine dell’incontro, le parti hanno ribadito che la sicurezza di ciascuno dei tre Paesi rappresenta una componente della sicurezza collettiva dell’intera alleanza.

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