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Su Rete4 il documentario sul 7 ottobre, in prima visione “We Will Dance Again”

Pubblicato: 05/10/2026 23:02

Una serata televisiva dedicata al 7 ottobre 2023 e alla strage avvenuta al Nova Music Festival. Su Rete4, a partire dalle 23.25 circa, Nicola Porro conduce uno speciale d’approfondimento costruito attorno alla prima visione di “We Will Dance Again”, il documentario diretto dal regista israeliano Yariv Mozer. Ad aprire e accompagnare la puntata sono i commenti di Paolo Mieli e Toni Capuozzo.

Il film, premiato agli Outstanding Current Affairs Documentary ai News & Documentary Emmy Awards 2025, ricostruisce attraverso testimonianze e immagini originali le ore dell’attacco di Hamas contro il festival di musica elettronica nel deserto del Negev. Il documentario ha inoltre ricevuto un riconoscimento dalla Television Academy per l’impatto sociale della storia raccontata.

La strage al Nova Music Festival

Il Nova Music Festival, conosciuto anche come Supernova Festival, era un evento di musica elettronica al quale partecipavano circa 3.500 giovani. Nelle prime ore del 7 ottobre 2023, l’attacco ha trasformato la festa in una scena di terrore. Secondo quanto ricostruito nel documentario, oltre 360 persone furono uccise, mentre 44 furono prese in ostaggio e centinaia rimasero ferite o disperse.

“We Will Dance Again” utilizza un’ampia quantità di materiale audiovisivo raccolto durante e immediatamente prima dell’attacco. Nel film compaiono le immagini registrate con i telefoni cellulari dai partecipanti, le testimonianze dei sopravvissuti e anche filmati realizzati dagli stessi assalitori. Il racconto segue così le fasi dell’attacco, mostrando la fuga dei partecipanti e il tentativo di trovare un riparo mentre gli aggressori entravano nell’area del festival.

Secondo la ricostruzione proposta dal documentario, i militanti attraversarono la barriera con la Striscia di Gaza in più di sessanta punti, rendendo difficili le vie di fuga. Le testimonianze dei sopravvissuti raccontano quindi le ore trascorse nei rifugi, nei campi e lungo le strade mentre i partecipanti cercavano di mettersi in salvo.

Le storie di Osama e Aner Shapira

Tra le vicende raccontate nel film ci sono quelle di Osama, un beduino del Negev che cercò di proteggere alcuni giovani nascosti in un bunker. L’uomo tentò di parlare in arabo agli aggressori per convincerli a risparmiare i ragazzi, ma venne catturato, torturato e ucciso.

Un’altra storia è quella di Aner Shapira, ventenne che si trovava all’interno di un rifugio insieme ad altri giovani. Durante l’attacco raccolse e rilanciò otto granate lanciate nel rifugio, prima che una nona esplodesse tra le sue mani. Il suo gesto consentì di salvare numerose persone presenti nel bunker.

Il titolo “We Will Dance Again” nasce dalla promessa dei sopravvissuti di tornare a ballare. Una frase diventata nel tempo un simbolo della volontà di riprendere la propria vita dopo la tragedia. Il documentario lega così la ricostruzione dell’attacco alle storie personali di chi è riuscito a sopravvivere, mantenendo al centro la memoria delle vittime.

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