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“Allora mi dimetto”. Garlasco, la lite con Angela Taccia in studio e Massimo Giletti sbotta

Pubblicato: 06/10/2026 13:10

Il caso Garlasco continua a riservare passaggi capaci di riaprire interrogativi su elementi che sembravano ormai acquisiti. A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni documento, testimonianza o dettaglio recuperato dagli atti viene sottoposto a una nuova lettura, mentre l’inchiesta della Procura di Pavia mantiene altissima l’attenzione mediatica.

Nella puntata di lunedì 5 ottobre 2026 di Lo Stato delle cose, ancora una volta ampio spazio è stato dedicato proprio al delitto di Garlasco. Il programma condotto da Massimo Giletti ha concentrato l’attenzione sugli errori emersi nel corso degli anni e su quelli che, secondo le nuove ricostruzioni, potrebbero affiorare ancora oggi. Ma durante la trasmissione è arrivata anche un’anticipazione destinata a creare grande attesa.
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Garlasco, il documento annunciato da Massimo Giletti e il caos

Il conduttore ha infatti spiegato di essere entrato in possesso, attraverso una fonte che considera affidabile, di un documento potenzialmente cruciale. Giletti non ha immediatamente svelato tutti i dettagli, alimentando così l’attesa per quello che potrebbe emergere nelle prossime puntate. La discussione, però, si è rapidamente spostata su uno dei punti più delicati tornati al centro del dibattito: i video intimi contenuti in una chiavetta e ciò che Andrea Sempio avrebbe o non avrebbe potuto conoscere.

A intervenire è stata Angela Taccia, avvocato di Sempio, che ha contestato l’impostazione con cui alcuni elementi vengono presentati e ha richiamato quanto già sostenuto dalla difesa negli atti. “Rispondo la stessa cosa detta mesi fa, abbiamo già spiegato in una memoria difensiva dopo il 415bis il senso. Ultimamente ne hanno riparlato come se fossimo dei babbioni, sostenendo che uno dei video che lui avrebbe commentato sarebbe successivo, secondo quanto riferito da Youtube a uno dei RIS. Peccato che sarà da vedere se sia così, ma le cose vengono sempre analizzate solo sulla base della parte che interessa”.

“Gli allegati che abbiamo messo a fine memoria riguardano a commenti al podcast che ascoltava, precedenti anche di un mese. C’è la consulenza della Procura, che sottolinea come non ci sia alcuna evidenza che lui li abbia visti, oltretutto Chiara Poggi ha sempre avuto quella pennetta nella sua disponibilità. C’è un’intercettazione che sta per uscire, dove lui dice al papà di non avere mai avuto una pennetta a quel tempo, ma che gliene hanno sequestrate tre nell’ultima perquisizione nel maggio 2025”.

È a quel punto che il confronto in studio ha assunto toni decisamente più accesi. Giletti ha osservato: “Stranamente ho visto a ‘Quarto Grado’ Sempio, vanno sempre lì, mi fa piacere”. Immediata la replica dell’avvocato: “Non colgo la sua provocazione, lui andrà dove pensa che la conduzione sia super partes, ambasciator non porta pena”. Una risposta che ha provocato la reazione ironica del giornalista: “Ah, non sono super partes, mi dimetto”.

Il nodo centrale, tuttavia, riguardava la chiavetta di Chiara Poggi e soprattutto la cronologia relativa alla conoscenza dell’esistenza dei video intimi. Giletti ha quindi rilanciato: “Si parla per la prima volta dei video intimi sulla chiavetta quest’anno, Sempio parlava di un video su una penna nell’aprile 2025”.

Una ricostruzione che Angela Taccia ha respinto con decisione, sostenendo che l’esistenza di quel materiale fosse stata raccontata pubblicamente molti anni prima. “Con tutta la stima, ma come può dire una cosa del genere? Si informi dalla stampa di quegli anni, anche Porta e Porta ci ha fatto uno speciale nel 2008 e nel 2009, vada a farsi una ricerca, io ho le puntate e gli articoli di giornale del 2009, si informi meglio, se dice una cosa non vera poi ci va di mezzo una persona reale, che è il mio assistito”.

“Non ha mai avuto la chiavetta di Chiara tra le mani, se leggesse la consulenza Dal Checco che dice che non ci sono trasferimenti di quella pennetta, tranne quelli che ha fatto Chiara Poggi, va bene o no? Qui è lei che gioca, non sono io, impiego la mia serata per spiegarglielo. Ma come faceva a sapere nel 2007 dei video intimi? Lo ha saputo nel 2009 come tutti gli altri, bisogna informarsi rispetto alle notizie uscite in quel tempo”.

Il botta e risposta ha così finito per trasformare una questione tecnica in uno dei momenti più tesi della trasmissione. Il conduttore non ha arretrato rispetto alla propria ricostruzione e ha risposto: “Quindi sta dicendo che la nostra ricostruzione è falsa, ne prendo atto, lo scopriremo la prossima settimana”.

Anche su questo punto, però, la legale di Andrea Sempio ha voluto precisare il significato delle proprie parole, riportando il discorso sul contenuto della consulenza e sul principio della presunzione di innocenza. “Non ho detto che è falsa, probabilmente avete capito male la consulenza Dal Checco. Non c’è alcuna evidenza che Sempio abbia visto quei benedetti porno, nemmeno del contrario, ma siamo in un sistema garantista, che vi piaccia o non ci piaccia, c’è una presunzione di innocenza”.

Resta dunque aperto il confronto tra la ricostruzione proposta da Lo Stato delle cose e quella sostenuta dalla difesa di Sempio. Ma soprattutto resta sospesa la promessa fatta da Massimo Giletti: quel documento sul caso Garlasco, proveniente secondo il conduttore da una fonte ritenuta affidabile e considerato potenzialmente decisivo, dovrebbe essere approfondito nella prossima puntata. Ed è proprio lì che potrebbe arrivare il nuovo elemento capace di chiarire quale delle ricostruzioni in campo trovi effettivamente riscontro negli atti.

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Ultimo Aggiornamento: 06/10/2026 13:11

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