Vai al contenuto

Garlasco, ora Sempio ha paura: “Vivo recluso in casa”

Pubblicato: 06/10/2026 19:49

La speranza è che tutto possa chiudersi prima di arrivare a un processo. La paura, invece, è quella del carcere. Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, racconta così il momento che sta vivendo mentre l’inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco si avvicina a uno snodo decisivo.

«Spero di risolvere tutto in udienza preliminare, di non affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi», ha dichiarato Sempio in un’intervista a Porta a Porta. «Perché per quanto uno si possa sentire sicuro poi deve riuscire a spiegare le cose in aula e non è così automatico. Il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità».

Sempio è indagato per la morte della sorella del suo amico d’infanzia Marco Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta della famiglia a Garlasco. La Procura di Pavia lo ritiene responsabile dell’omicidio e, dopo la chiusura delle indagini, si prepara a chiederne il rinvio a giudizio. Le dichiarazioni rese in televisione rappresentano la posizione dell’indagato e della sua difesa rispetto agli elementi raccolti dagli inquirenti.

L’impronta 33 e la scarpa numero 42

Nel corso dell’intervista Sempio affronta alcuni dei principali elementi al centro della nuova indagine, a cominciare dall’impronta 33, la traccia di una mano isolata sulla scala dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi.

«Per me non è attribuibile a me né a nessun altro», sostiene Sempio.

L’indagato parla anche dell’impronta insanguinata attribuita a una scarpa numero 42. «Io ho sempre indossato il 44. Il 42 proprio non mi sta. Tutte le scarpe di cui ho memoria e che ho ancora in casa, anche vecchie, sono tutte 44. Noi la prova l’abbiamo fatta anche con le scarpe del 42 e non mi stava».

Una posizione che si confronta con le valutazioni dei consulenti della Procura. Secondo gli accertamenti effettuati, tra gli altri, dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, forma e dimensioni del piede di Sempio sarebbero compatibili con una calzatura che potrebbe avere prodotto quella traccia.

Sempio sul Dna: «Per me il discorso è risolto»

Altro elemento centrale è il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Nell’incidente probatorio la compatibilità con la linea genetica maschile Y di Sempio è stata valutata da «forte» a «moderatamente forte».

L’indagato dà però una lettura diversa dei risultati: «La conclusione della perizia Albani è stata che con quella traccia non possiamo farci nulla. Non è una traccia solida, non è replicata, è mista, è degradata. Ogni volta che l’analizzavano, sono venuti fuori risultati differenti. A me pare che il discorso Dna ormai sia risolto».

Le telefonate a casa Poggi e il presunto interesse per Chiara

Sempio risponde anche alle contestazioni relative alle tre telefonate a casa Poggi effettuate mentre Marco, suo amico, si trovava in vacanza in Trentino.

Secondo l’ipotesi investigativa, tra gli aspetti da approfondire ci sarebbe un possibile interesse di Sempio nei confronti di Chiara e un presunto approccio respinto dalla ragazza. Sempio nega questa ricostruzione.

«Se ci fosse stato qualcosa di particolare in quelle chiamate, ad esempio un disturbo, probabilmente l’avrebbe riferito o al fidanzato o al fratello o alla famiglia dicendo “guardate che ha chiamato tizio”», afferma.

E aggiunge: «Non c’è nessuno che possa dire che io gli abbia mai parlato di Chiara o che Chiara abbia mai parlato di me, quindi anche questa idea che ci potesse essere un interesse non c’è da nessuna parte».

Sempio nega inoltre di avere visto i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi: «Non li ho mai visti, ho scoperto della loro esistenza attraverso i media».

«Oggi non sto vivendo»

Nell’intervista c’è spazio anche per il racconto delle conseguenze che la nuova inchiesta avrebbe avuto sulla sua quotidianità. Sempio era già stato indagato nel 2017, procedimento poi archiviato.

«L’idea di essere coinvolto in una nuova indagine non mi fa piacere, ma con i miei avvocati eravamo abbastanza pronti. Il bombardamento è costante. Accendi la tv c’è solo Garlasco, i social idem. Davanti a casa nostra ci sono giornalisti fissi tutto il giorno».

Una pressione che descrive come fortemente limitante: «Oggi non sto vivendo, sto o chiuso in camera o dall’avvocato o in trasferta per incontrare i consulenti. Ho paura, chi non l’avrebbe in questa situazione».

Sempio parla anche dei genitori, Daniela e Giuseppe. Alla domanda sulla giornata più difficile vissuta negli ultimi due anni indica «l’ultima volta che è andata in ospedale mia mamma».

«La condanna di Stasi? Secondo me è giusta»

Infine il passaggio su Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio.

Alla domanda se quella condanna sia stata, a suo giudizio, un errore, Sempio risponde senza esitazioni: «Secondo me no. La condanna è giusta».

Rimane però il timore per quello che accadrà anche nel caso in cui la sua posizione dovesse essere chiarita definitivamente. «Quando sarà tutto finito sarà difficile ricostruirsi una vita», afferma. «So che la macchia di assassino che se l’è cavata non te la levi. Purtroppo».

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure