Vai al contenuto

Clamoroso a sinistra, spunta un nuovo nome: l’idea di Conte che fa tremare Elly Schlein

Pubblicato: 06/10/2026 22:02

Il confronto sulla leadership del centrosinistra si fa sempre più acceso. Giuseppe Conte torna a spingere sull’ipotesi di un terzo nome capace di federare la coalizione e, secondo quanto riferito, avrebbe avanzato la proposta direttamente a Elly Schlein durante un incontro avvenuto la scorsa settimana. La segretaria del Pd, però, avrebbe respinto l’idea di fare un passo indietro, confermando la propria disponibilità a una competizione attraverso le primarie.

Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma. Conte, almeno secondo le ricostruzioni, non lo avrebbe indicato esplicitamente nel colloquio con Schlein, limitandosi a proporre una «terza figura» che possa superare la contrapposizione tra i leader dei partiti. L’ipotesi Gualtieri, tuttavia, continua a prendere quota negli ambienti parlamentari, anche se il primo cittadino della Capitale ha già ribadito che la sua priorità resta la candidatura per un secondo mandato alla guida di Roma.

A Montecitorio, intanto, la questione viene osservata con attenzione. Claudio Mancini, stretto collaboratore di Gualtieri, non sembra intenzionato a sottrarsi al dibattito e dialoga apertamente con diversi parlamentari del Pd. Una presenza che viene letta da alcuni come una sorta di campagna elettorale anticipata, mentre altri esponenti dem preferiscono mantenere prudenza per non creare tensioni con Schlein.

Il tema delle primarie resta infatti uno dei principali nodi da sciogliere. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, secondo quanto riportato, discutono della possibilità che il ricorso alle primarie non sia affatto inevitabile. Nel Pd, invece, la segretaria continua a lavorare alla propria linea politica. Sullo sfondo rimane anche il dubbio sull’origine delle indiscrezioni relative all’incontro tra Conte e Schlein: una mossa del leader del Movimento 5 Stelle per mettere in difficoltà la segretaria dem oppure una fuga di notizie proveniente dagli ambienti vicini al Campidoglio?

La notizia del faccia a faccia tra Conte e Schlein è stata rilanciata nei giorni scorsi e racconta di un confronto nel quale l’ex premier avrebbe chiesto alla leader del Pd di valutare un passo indietro. Schlein, secondo la ricostruzione, avrebbe risposto con un netto rifiuto. La segretaria non ha commentato ufficialmente l’incontro e ha evitato di alimentare ulteriormente le polemiche.

Conte, al contrario, ha scelto di parlare pubblicamente della questione. Ospite di Coffee Break su La7, il leader del M5S ha spiegato di aver invitato Schlein a considerare, «vista la preoccupazione per le primarie che c’è in parte dell’elettorato», un passo indietro di tutti i leader di partito per individuare una figura alternativa. Alla domanda se avesse in mente Gualtieri, Conte ha precisato: «Non ho fatto nomi perché per lei non c’è questa disponibilità».

Allo stesso tempo, Conte ha chiesto di accelerare il percorso verso le primarie, sostenendo che il centrosinistra non possa rimanere «a tempo indefinito nell’incertezza». Il calendario, però, non sembra consentire tempi particolarmente rapidi: le primarie non sono previste prima di febbraio. Il confronto sulla leadership è quindi destinato a proseguire ancora per mesi.

Non è la prima volta che Conte propone a Schlein una sorta di doppio passo indietro. Un’ipotesi simile era già stata avanzata all’inizio del percorso, quando anche alcuni dirigenti del Pd avevano chiesto alla segretaria di valutare una soluzione condivisa per evitare primarie potenzialmente divisive. Anche allora Schlein aveva respinto l’idea.

Ora Conte torna alla carica e, secondo quanto riferito, avrebbe spiegato ai suoi che il problema sarebbe la capacità di Schlein di essere «performante» sul piano politico. La segretaria dem, tuttavia, sembra intenzionata ad andare avanti sulla propria strada e può contare, almeno per il momento, sul sostegno dei parlamentari del partito.

La partita non riguarda soltanto la candidatura alla guida del centrosinistra, ma anche la futura composizione del Parlamento. In caso di vittoria alle primarie, sarà infatti Schlein a gestire la formazione delle liste del Pd e a decidere le candidature. Con la nuova legge elettorale, alcune posizioni potranno garantire l’elezione automatica, mentre altri candidati dovranno conquistare il consenso direttamente nei territori attraverso le preferenze. Una ragione in più per cui lo scontro sulla leadership rischia di trasformarsi presto in una partita interna molto più ampia.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure