
Omicidio di Chiara Poggi, la madre di Andrea Sempio rompe il silenzio e difende con forza il figlio. Daniela Ferrari, intervenuta a Mattino 5, ribadisce di essere convinta della sua completa estraneità alla vicenda e contesta le accuse che, secondo quanto riferito nel programma, la Procura avrebbe rivolto al figlio. Al centro dell’indagine c’è anche la cosiddetta impronta 33, considerata dagli inquirenti un elemento importante dell’inchiesta.
«Sono sicura al mille per mille che sia estraneo alla vicenda», ha dichiarato la madre di Sempio. Le sue parole arrivano mentre Andrea Sempio rischia il processo e gli investigatori continuano a concentrarsi sugli elementi ritenuti utili a ricostruire l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007.
Ferrari ha anche lasciato intendere che, a suo giudizio, quel giorno a Garlasco potrebbero esserci state altre persone oltre ad Andrea Sempio e Alberto Stasi. Alla domanda dell’inviato, che le chiedeva se l’assassino potesse essere qualcuno di diverso dai due uomini finiti al centro della vicenda, la donna ha risposto: «Dico che a Garlasco non c’erano solo loro».

La madre dell’indagato ha quindi ribadito la propria convinzione: «Mio figlio è totalmente estraneo e spero venga dimostrato al più presto». E ha sottolineato quanto sia pesante, per la famiglia, vivere una situazione giudiziaria che si protrae ormai da tempo: «Dopo 18 mesi è estremamente pesante questa situazione».
Nel corso dell’intervista, Ferrari ha contestato anche la consistenza degli elementi raccolti contro il figlio. «Contro mio figlio non hanno trovato un cavolo di niente, non mi hanno dimostrato niente», ha affermato, aggiungendo di essere pronta a cambiare idea soltanto davanti a una prova che dimostri la responsabilità di Sempio nell’omicidio.
«Quando dimostreranno che ha ammazzato Chiara Poggi, allora ci crederò», ha detto ancora la donna, ribadendo: «Sono sicura che mio figlio non c’entra assolutamente niente». Si tratta, naturalmente, della posizione della madre dell’indagato e non di un accertamento sulla responsabilità penale di Sempio.
Ferrari ha poi raccontato di conoscere la versione fornita dal figlio sui suoi movimenti quella mattina. «So esattamente cosa ha fatto mio figlio quella mattina», ha dichiarato, tornando anche sul tema dello scontrino che, secondo la sua ricostruzione, potrebbe dimostrare che Andrea Sempio si era recato a Vigevano. Un elemento che dovrà essere valutato nell’ambito dell’inchiesta e non può, da solo, stabilire la responsabilità o l’innocenza di una persona.
Spazio anche al tema delle intercettazioni, che avrebbe cambiato il modo di comunicare della famiglia. «A casa non diciamo più niente, sappiamo che potremmo essere ascoltate», ha raccontato Ferrari, spiegando di avere paura che persino conversazioni quotidiane possano finire sui giornali. Quanto a una frase pronunciata in precedenza su Chiara Poggi, la donna ha precisato: «L’ho detta in un momento di rabbia, ma ne devo rispondere con la mia coscienza, non con i giornalisti».
Le dichiarazioni della madre di Andrea Sempio riaccendono così il dibattito su uno dei casi giudiziari più seguiti degli ultimi anni. Mentre gli inquirenti proseguono gli accertamenti sugli elementi raccolti, la famiglia dell’indagato continua a sostenere con fermezza la sua innocenza. Saranno ora gli sviluppi dell’inchiesta e, nelle sedi competenti, le eventuali valutazioni della magistratura a stabilire il peso delle prove e delle diverse ricostruzioni. :::
Per un caso come questo eviterei formule come “è lui l’assassino” nel titolo o nel testo: finché non c’è una condanna definitiva, è molto più corretto parlare di indagato, accusa della Procura o ipotesi investigativa.


