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Claudio Baglioni torna sul palco dopo la polmonite: «Ho temuto di morire”

Pubblicato: 08/10/2026 18:38
Claudio Baglioni

Claudio Baglioni torna a parlare della malattia che lo ha costretto a fermarsi e confessa di aver temuto che la sua carriera, e forse anche la sua vita, fossero arrivate al capolinea. Dopo aver affrontato una polmonite interstiziale, il cantautore romano, 75 anni, si prepara a tornare sul palco con sette concerti evento a Piazza di Siena, a Villa Borghese, dal 24 ottobre al 1° novembre. Un ritorno che assume un significato particolare, non soltanto per il legame con la sua città, ma soprattutto per quanto accaduto negli ultimi mesi. «Ho temuto di non ritornare mai più sul palco, mi ha fatto temere anche di peggio», ha raccontato durante la conferenza stampa di presentazione degli spettacoli, ripercorrendo uno dei momenti più difficili della sua vita.

Claudio Baglioni e la polmonite interstiziale: «Pensavo fosse arrivata la parola fine»

Il passaggio più emozionante della conferenza stampa è arrivato quando Claudio Baglioni ha raccontato il problema di salute che lo ha costretto a interrompere temporaneamente la sua attività.

«Tre mesi e mezzo fa ho avuto un incidente di percorso, un infortunio di salute, che a un certo punto mi ha fatto temere di non ritornare mai più sul palco, mi ha fatto temere anche di peggio», ha spiegato il cantautore.

Una situazione che lo ha portato a confrontarsi con la possibilità di non poter più continuare a fare musica e di dover rinunciare a quel rapporto con il pubblico che accompagna la sua carriera da sessant’anni.

«Pensavo che veramente la parola fine fosse arrivata, quindi, questo voltare pagina e dire che c’è un altro pezzo di viaggio da riprendere è il motivo conduttore. Ci sarà molta energia».

Il ritorno sul palco rappresenta dunque una ripartenza personale e artistica. Baglioni non ha nascosto neppure la frustrazione provata davanti a un imprevisto che ha rischiato di cambiare i suoi progetti.

«Un po’ io ho rosicato per questa storia, perché io avevo deciso di terminare un determinato giorno. A me sta cosa che la sorte comandi più di me mi ha fatto un po’ anche girare le scatole».

Parole pronunciate con la consueta ironia, ma che raccontano quanto sia stato difficile accettare uno stop imposto dalle condizioni di salute.

Il sogno prima del ritorno: «Mi ero perso a Roma e chiedevo dove dovevo suonare»

La conferenza stampa si è aperta con un racconto dal tono quasi surreale, nel quale il cantautore ha ripercorso idealmente la propria vita artistica.

«Stanotte ho fatto un sogno, mi ero perso a Roma e andavo in giro a chiedere alle persone: scusi, ma dov’è che io devo suonare?».

Da quel sogno è nato un viaggio attraverso i luoghi che hanno segnato la sua carriera nella Capitale: dai teatri all’Opera, dagli auditorium ai palasport, fino allo stadio Flaminio e all’Olimpico, passando per il Pincio, il Gianicolo e la scalinata di Trinità dei Monti.

Ma tra i ricordi più significativi c’è anche quello del balconcino di Centocelle, dove Baglioni cominciò a esibirsi quando era ancora giovanissimo.

«Era piccolissimo. Non so come potessimo starci in sette, tutti con le chitarre schierate pensando di sconvolgere il nostro quartiere. La gente passava sotto e non ci filò nessuno».

Un ricordo lontanissimo dai grandi palcoscenici che lo avrebbero poi accolto, ma rimasto impresso nella memoria dell’artista.

I sette concerti a Piazza di Siena: perché il 24 ottobre è una data speciale

Il ritorno di Claudio Baglioni a Roma è previsto per il 24 ottobre 2026, con una serie di sette appuntamenti a Piazza di Siena, all’interno di Villa Borghese, fino al 1° novembre.

Una scelta che per il cantautore assume un valore simbolico, perché il debutto coinciderà con il 44° anniversario di un altro momento importante della sua storia artistica, risalente al 24 ottobre 1982.

«Ci arrivo dopo 44 anni da quella volta dell’82, nello stesso giorno, il 24 ottobre, ci arrivo dopo questa vicenda che poteva veramente dare il finale, una bella carriera, e in più è stato bellissimo, perché quello che ho fatto è sempre stato meglio che lavorare».

Baglioni ha spiegato che tornare a esibirsi ha per lui un «triplo valore»: il ricordo di quella data, la possibilità di riprendere il proprio percorso dopo la malattia e la consapevolezza di aver trascorso un’intera vita facendo ciò che ama.

«Ho giocato per quasi tutti i miei 75 anni»: il bilancio di una vita nella musica

Nel corso dell’incontro con la stampa, Baglioni ha anche tracciato un bilancio della propria carriera, senza nascondere la gratitudine per aver potuto dedicare quasi tutta la vita alla musica.

«Ho fatto quasi sempre quello che ho voluto o quello che hanno voluto le persone che sono venute ad assistere a questi concerti», ha raccontato.

Poi una riflessione sul rapporto con il pubblico e sul significato che la musica ha avuto nella sua esistenza.

«Ho fatto grandi sogni, li ho fatti con tante persone, abbiamo continuato a giocare tutta la vita. Sono sessant’anni che giochiamo con i balli, con i disegni, con i colori, con la musica».

Un percorso lungo sei decenni, durante i quali il cantautore ha attraversato generazioni, cambiamenti musicali e trasformazioni del mondo dello spettacolo.

«Che volete di più? Arrivare a 75 anni e dire: “Ho giocato quasi per tutti e 75 anni” è meraviglioso».

E proprio sul verbo giocare Baglioni ha costruito un’ultima riflessione: «D’altronde, in molte lingue suonare si dice con lo stesso vocabolo che è giocare. E allora sarà un’occasione davvero straordinaria».

I concerti romani saranno così molto più di una nuova serie di spettacoli. Dopo aver temuto di non poter più tornare davanti al suo pubblico, Claudio Baglioni si prepara a riprendere il viaggio interrotto dalla malattia, proprio nella città in cui tutto era cominciato.

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