
Di fronte alla svolta processuale che ha visto il proscioglimento dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, la speranza di un analogo colpo di spugna si era fatta strada nel cuore di Giuseppe Sempio: «Sì, questo lo avevo pensato. Non ho capito come mai è stata girata questa cosa e non lo capisco neanche adesso, perché io quella gente lì non la conosco neanche». L’accorato sfogo, rivolto al ruolo di figure come Giuseppe Spoto e Silvio Sapone, fa parte dell’intervista fiume rilasciata dal padre di Andrea Sempio e anticipata da Dentro la notizia, in onda integralmente su Quarto Grado, la trasmissione di Retequattro condotta da Gianluigi Nuzzi insieme ad Alessandra Viero.
L’attenzione resta concentrata sulle ramificazioni dell’inchiesta per presunta corruzione, nata all’epoca della prima archiviazione datata 2017 a favore del figlio, oggi nuovamente iscritto nel registro degli indagati per l’assassinio di Chiara Poggi. Sebbene il gip di Brescia abbia decretato lo scorso 17 settembre l’archiviazione della posizione per il magistrato Venditti, la magistratura non ha affatto archiviato le verifiche sulle condotte di altri soggetti gravitanti attorno alla vicenda, restituendo la documentazione alla Procura di Pavia.
I dubbi sui compensi ai legali e la difesa della famiglia
Incalzato durante il colloquio sui sospetti che una quota del denaro versato per la difesa legale potesse essere stata destinata a esponenti della polizia giudiziaria, il padre del giovane risponde secco: «Non credo». Ripercorrendo quel periodo drammatico e le decisioni prese sotto pressione, l’uomo assicura che rivedrebbe un solo e unico dettaglio pratico di tutta la gestione: «No, se tornassi indietro l’unica cosa che farei è farmi fare la fattura. Solo quello».
Parole nette con cui Giuseppe Sempio spezza una lancia a favore dell’operato dei professionisti che hanno assistito la famiglia nelle fasi più critiche: «Quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l’hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro».
Un quadro giudiziario frammentato e complesso che tiene separate ma contigue le posizioni dei familiari. Mentre il padre resta immerso negli accertamenti sulla presunta compravendita di favori investigativi, il figlio affronta la nuova indagine sull’omicidio di Garlasco condotta dai magistrati pavesi. Due binari paralleli ma ben distinti, su cui la recente decisione favorevole a Venditti non sembra destinata a produrre effetti automatici sul fronte delle accuse di omicidio.


