
Il leader del Cockroach Janta Party, Abhijeet Dipke, è stato arrestato a New Delhi insieme ad altri due esponenti del movimento, poco prima di una manifestazione non autorizzata convocata per chiedere le dimissioni del presidente della Commissione elettorale indiana. A riferire la notizia è stato lo stesso partito, che ha denunciato l’accaduto attraverso i social network, pubblicando anche immagini dell’intervento delle autorità.
Dipke, fondatore del cosiddetto Partito del popolo delle blatte, stava raggiungendo la capitale indiana per partecipare al raduno. Secondo quanto riferito dal movimento, i tre leader sono stati fermati prima ancora di scendere dall’aereo. Le emittenti televisive hanno trasmesso immagini che mostrano agenti di polizia in uniforme all’interno del velivolo.
Le proteste contro la revisione delle liste elettorali
La manifestazione rappresentava il punto culminante di settimane di mobilitazione dell’opposizione, innescate dalle accuse di irregolarità nella revisione delle liste elettorali nazionali condotta dalla Commissione elettorale indiana. Secondo i partiti di opposizione e altri critici, l’operazione potrebbe escludere dal diritto di voto milioni di cittadini e favorire il Bharatiya Janata Party (Bjp), la formazione nazionalista indù guidata dal primo ministro Narendra Modi.
La Commissione elettorale ha respinto le contestazioni, sostenendo che la procedura, denominata revisione speciale intensiva, ha l’obiettivo di eliminare le registrazioni duplicate e quelle relative a persone che non hanno diritto al voto.
L’arresto dei tre esponenti ha provocato reazioni politiche. Arvind Kejriwal, esponente dell’opposizione e membro dell’Aam Aadmi Party, ha denunciato la situazione con parole dure: «È ufficiale… viviamo sotto una dittatura assoluta». Kejriwal ha poi aggiunto: «Arrestare gli scarafaggi appena scesi dall’aereo dimostra un livello di paura senza precedenti».
Sicurezza rafforzata nella capitale indiana
In vista della protesta, le autorità hanno predisposto misure di sicurezza straordinarie a New Delhi. Dalla giornata di venerdì, decine di migliaia di agenti di polizia e membri delle forze paramilitari sono stati dispiegati per impedire ai manifestanti di raggiungere il principale luogo del raduno, situato nel cuore della capitale.
Le misure adottate comprendono la chiusura di decine di stazioni della metropolitana e la cancellazione di diversi treni diretti a Delhi. Le autorità hanno inoltre disposto la sospensione temporanea della connessione Internet mobile nelle vicinanze dell’area destinata alla protesta.
La mobilitazione si inserisce in un più ampio scontro politico sulla gestione delle procedure elettorali in India, con l’opposizione che contesta la trasparenza della revisione degli elenchi degli elettori e il governo che, attraverso la Commissione elettorale, difende la legittimità dell’operazione.


