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“Aiuto, la strangola!”. Terrore nell’aeroporto italiano

Pubblicato: 10/10/2026 14:08

Ci sono momenti in cui una normale giornata di lavoro può trasformarsi improvvisamente in una situazione di grave pericolo. Un confronto acceso, una richiesta che non viene accolta o una decisione contestata possono far salire la tensione, ma nulla può giustificare il passaggio alle minacce e alla violenza fisica. Per chi svolge un’attività a diretto contatto con il pubblico, il rischio di trovarsi coinvolto in episodi di questo tipo rappresenta una preoccupazione concreta, soprattutto quando non c’è il tempo di rendersi conto di quanto sta accadendo e chiedere aiuto.

In situazioni simili, la tempestività dei soccorsi e l’intervento di chi si trova nelle vicinanze possono rivelarsi determinanti. Accanto alla necessità di accertare le responsabilità individuali, emerge così una questione più ampia: la sicurezza sul lavoro e la protezione di chi ogni giorno svolge le proprie mansioni a contatto con persone che possono reagire in modo aggressivo. È proprio su questo aspetto che si concentra la denuncia delle organizzazioni sindacali, intervenute dopo un episodio che, secondo la loro ricostruzione, avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.
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L’aggressione durante il check-in a Napoli Capodichino

L’episodio è avvenuto all’aeroporto di Napoli Capodichino, dove una lavoratrice addetta al check-in sarebbe stata aggredita da un passeggero, arrivato, secondo quanto riferito dai sindacati, a tentare di strangolarla. La vicenda è stata resa pubblica dalle rappresentanze di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL Trasporto Aereo, che hanno ricostruito le fasi dell’accaduto e chiesto un intervento urgente per rafforzare le misure di sicurezza nello scalo.

Stando al comunicato sindacale, tutto sarebbe iniziato quando a un passeggero è stato negato il check-in per un volo previsto nel pomeriggio. La reazione dell’uomo sarebbe stata particolarmente violenta e avrebbe coinvolto una dipendente che lavorava a un’altra postazione, senza aver preso parte alla precedente interazione.

Secondo la ricostruzione, il passeggero si sarebbe avvicinato alla lavoratrice con atteggiamento intimidatorio. La situazione sarebbe poi degenerata rapidamente: l’uomo avrebbe afferrato il telefono presente sul banco, danneggiandone il vetro, prima di rivolgersi direttamente contro la dipendente.

Il momento più drammatico sarebbe arrivato quando l’aggressore avrebbe raggiunto la donna alle spalle, tentando di strangolarla con il filo dell’apparecchio telefonico e utilizzando anche il proprio braccio. Una dinamica descritta dai sindacati come particolarmente grave, che ha riportato l’attenzione sui rischi affrontati dal personale impegnato nelle attività di assistenza ai passeggeri.

Il collega interviene e riesce a fermare l’aggressore

A interrompere l’aggressione sarebbe stato un collega della dipendente, che si trovava nella postazione adiacente. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l’uomo avrebbe scavalcato il banco destinato al check-in dei bagagli per raggiungere la collega e intervenire direttamente.

Il suo intervento avrebbe permesso di liberare la lavoratrice dalla presa dell’aggressore e di attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. Gli agenti, stando alla ricostruzione diffusa dai sindacati, avrebbero successivamente proceduto all’arresto del passeggero.

Le rappresentanze dei lavoratori hanno espresso solidarietà alla dipendente coinvolta, ringraziando anche il collega che si è attivato per soccorrerla. Il suo comportamento viene indicato come decisivo per interrompere una situazione che, secondo la denuncia, aveva ormai superato ogni limite.

L’episodio mette in evidenza quanto possa essere difficile gestire un’emergenza quando la violenza esplode improvvisamente in un ambiente di lavoro. Per questo, secondo i sindacati, non è sufficiente affidarsi alla prontezza dei singoli: occorre predisporre condizioni organizzative che consentano di prevenire i rischi e intervenire in modo rapido ed efficace.

La richiesta dei sindacati: rafforzare i protocolli di sicurezza

Dopo quanto accaduto, FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL Trasporto Aereo hanno chiesto all’azienda e agli enti competenti di verificare l’episodio e adottare misure urgenti per tutelare il personale operativo.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dei presidi di sicurezza, la revisione dei protocolli da applicare nelle situazioni di emergenza e l’introduzione di strumenti capaci di consentire un intervento tempestivo quando si manifestano segnali di pericolo.

Le organizzazioni sindacali insistono sulla necessità di riconoscere pienamente i rischi a cui sono esposti i lavoratori che operano a diretto contatto con il pubblico. Il personale addetto al check-in è chiamato quotidianamente a gestire richieste, procedure e possibili contestazioni, ma nessuna circostanza può giustificare aggressioni o minacce nei confronti di chi sta svolgendo il proprio lavoro.

La richiesta è quindi quella di intervenire sulla prevenzione, evitando che la sicurezza dipenda esclusivamente dalla possibilità che un collega sia presente e riesca a fermare un aggressore. Servono, secondo i rappresentanti dei lavoratori, procedure chiare e protezioni adeguate per affrontare anche gli episodi più critici.

«La sicurezza dei lavoratori è un diritto, non un’opzione»

Nel documento diffuso dopo l’accaduto, le organizzazioni sindacali ribadiscono che la tutela dell’incolumità dei dipendenti deve essere considerata una priorità assoluta. La richiesta di interventi urgenti nasce dalla volontà di evitare che episodi analoghi possano ripetersi e che la violenza diventi un rischio da mettere in conto nello svolgimento delle attività quotidiane.

La vicenda denunciata a Napoli Capodichino riporta dunque al centro il tema della violenza nei luoghi di lavoro, soprattutto negli ambienti in cui il personale è chiamato a confrontarsi direttamente con il pubblico. Oltre all’accertamento delle responsabilità per quanto accaduto, resta la necessità di garantire condizioni di lavoro sicure e strumenti adeguati per affrontare le situazioni di emergenza.

Il comunicato sindacale si chiude con una presa di posizione netta: “Basta violenza nei luoghi di lavoro. La sicurezza dei lavoratori è un diritto, non un’opzione”.

Un messaggio che accompagna la richiesta di verifiche e interventi concreti, affinché la protezione delle lavoratrici e dei lavoratori non venga affrontata soltanto dopo episodi di particolare gravità, ma diventi una componente essenziale dell’organizzazione e della sicurezza quotidiana.

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