
Le condizioni di Vittorio Sgarbi, ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, si mantengono stabili. Il critico d’arte è stato sottoposto a un intervento di tracheostomia percutanea, resosi necessario per la difficoltà a interrompere il supporto ventilatorio. A riferirlo è l’ultimo bollettino medico diffuso dall’ospedale, che segnala anche un miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare.
L’aggiornamento sanitario offre segnali incoraggianti sul fronte respiratorio, ma evidenzia anche la necessità di proseguire con le cure. «Nonostante il miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare occorsa, l’attuale non svezzabilità dal supporto ventilatorio ha reso necessaria una tracheostomia percutanea», si legge nella nota del Gemelli. Una procedura che si è resa indispensabile per garantire il sostegno alla respirazione.

La tracheostomia percutanea è una tecnica mini-invasiva che prevede la creazione di una piccola apertura, chiamata stoma, nella trachea attraverso la parte anteriore del collo. Attraverso questo accesso viene inserita una cannula che consente il passaggio dell’aria e permette di assicurare il supporto respiratorio quando il paziente non è ancora in grado di respirare autonomamente in maniera adeguata.
Nel caso di Sgarbi, la scelta dei medici è legata proprio alla difficoltà di interrompere la ventilazione assistita, nonostante i progressi registrati sul piano polmonare. Il miglioramento della microembolia e del quadro respiratorio rappresenta un elemento positivo, ma non è ancora sufficiente per procedere alla sospensione del supporto ventilatorio. Le condizioni cliniche restano quindi sotto stretta osservazione.
Il ricovero d’urgenza al Policlinico Gemelli è iniziato mercoledì 30 settembre 2026, quando il critico d’arte è stato trasferito nella struttura romana per una insufficienza respiratoria. Fin dal primo momento si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva, dove Sgarbi è seguito dall’équipe medica per affrontare le complicazioni respiratorie.
Il primo bollettino, diffuso la sera di giovedì 1° ottobre, descriveva il quadro come «pur critico» ma stabile. Gli aggiornamenti successivi hanno confermato una graduale evoluzione favorevole delle condizioni polmonari e della microembolia. La persistente dipendenza dal supporto ventilatorio ha tuttavia richiesto un ulteriore intervento, con l’obiettivo di garantire una gestione più efficace della respirazione durante il percorso di cura.
La vicenda riporta sotto i riflettori le condizioni di salute di uno dei personaggi più noti del panorama culturale e televisivo italiano. Sgarbi, storico dell’arte, critico e volto pubblico da decenni, ha attraversato negli ultimi anni una fase particolarmente complessa, segnata da problemi fisici e da una profonda fragilità personale.
Già l’anno precedente il critico d’arte era stato ricoverato al Gemelli durante un periodo caratterizzato da una grave crisi depressiva. In quella fase aveva raccontato di aver perso interesse per molte delle attività che avevano scandito la sua vita, arrivando anche a rifiutare il cibo. Le conseguenze si erano riflesse sul suo peso corporeo, sceso a circa 59 chili, e sulle sue condizioni generali.
Adesso l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione del quadro clinico e sulla possibilità di ridurre progressivamente il sostegno respiratorio. Il bollettino del Gemelli conferma la stabilità delle condizioni e segnala miglioramenti sul fronte polmonare, ma la necessità della tracheostomia indica che il percorso di recupero richiede ancora tempo. Per il momento, la priorità dei medici è garantire la stabilità respiratoria e monitorare la risposta alle cure.


