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Terrore in Italia, malattia dimenticata torna a colpire: centinaia di persone sotto controllo

Pubblicato: 13/10/2026 14:13

Si pensava fosse una malattia del passato, di quelle che studi sui libri di medicina e che non avresti mai immaginato di incontrare in un reparto d’ospedale nel 2026. Invece è tornata, silenziosa e pericolosissima, e ha colpito un ragazzo di appena 22 anni, mettendolo in pericolo di vita e facendo scattare una macchina sanitaria enorme, fatta di isolamenti, sieri introvabili, tamponi e profilassi per decine di persone.

Padova ragazzo di 22 anni con la difterite è gravissimo e in isolamento

Un ragazzo di 22 anni è ricoverato in condizioni cliniche severe nel reparto di malattie infettive dell’azienda ospedale università di Padova per un’infezione da difterite. Il paziente, proveniente dal Bangladesh, è attualmente in isolamento e la macchina della sanità pubblica si è attivata con la massima tempestività per una malattia che si credeva quasi scomparsa. I sanitari hanno attivato tempestivamente, in via preventiva, la procedura per reperire il siero antitossico attraverso il centro antiveleni di Pavia, unico centro in Italia in grado di distribuire rapidamente l’antidoto.

Il trattamento con il siero antitossico è stato somministrato già sabato 10 ottobre, mentre la conferma microbiologica dell’infezione è arrivata domenica 11 ottobre, grazie agli accertamenti eseguiti dall’unità operativa complessa di microbiologia e virologia dell’ospedale padovano. Il giovane ha iniziato anche la terapia antibiotica e rimane ricoverato per proseguire il trattamento e il monitoraggio costante delle sue condizioni cliniche. La tempestività è stata fondamentale, perché nella difterite ogni ora conta e la tossina, una volta entrata in circolo, può colpire cuore, reni e sistema nervoso.

La profilassi per i contatti stretti

A seguito del caso, il servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss 6 Euganea ha avviato e concluso l’indagine epidemiologica per tracciare e definire la rete dei contatti del ragazzo ricoverato. L’attività ha permesso di individuare complessivamente cento persone tra contatti stretti e persone venute a contatto con lui in ambito lavorativo. Su tutto il gruppo esposto è già stata avviata la profilassi antibiotica preventiva della durata di una settimana, che ha registrato un’adesione del 100%. Contestualmente è stata attivata una sorveglianza clinica per il monitoraggio costante delle condizioni di salute delle persone coinvolte.

Cos’è la difterite e come si trasmette

La difterite è una malattia infettiva batterica altamente contagiosa e potenzialmente fatale, con obbligo di notifica al ministero della Salute, causata da diversi ceppi produttori della tossina. La patogenicità della malattia è strettamente collegata alla produzione della tossina difterica, una potente esotossina che, oltre a causare necrosi tessutale locale, è in grado di diffondere attraverso il circolo sanguigno e raggiungere organi ed apparati. La tossina agisce inattivando il fattore di allungamento 2 (EF-2), una proteina essenziale per la sintesi proteica delle cellule eucariotiche, determinando l’arresto della produzione di proteine e la conseguente morte cellulare.

Le manifestazioni cliniche tipiche della difterite nell’uomo sono principalmente due. La difterite respiratoria classica, caratterizzata da angina pseudomembranosa, che può provocare un’ostruzione delle vie aeree superiori, generalmente associata a febbre, ingrossamento dei linfonodi cervicali anteriori ed edema, con il caratteristico aspetto definito collo di toro o bull neck. E poi le manifestazioni cutanee, caratterizzate da ulcere con margini rilevati, generalmente osservate a livello degli arti e che possono essere ricoperte da una pseudomembrana di colore grigiastro. Le due forme possono coesistere nello stesso paziente.

La difterite respiratoria si manifesta generalmente dopo un periodo di incubazione di 2-5 giorni dall’infezione e presenta un andamento più marcato con il progredire della malattia. I sintomi possono includere mal di gola e raucedine, febbricola e brividi, formazione di membrana bianco-grigiastra che ricopre la gola e le tonsille, edema del collo, difficoltà nella respirazione e respiro accelerato, difficoltà di deglutizione, secrezione dal naso, grave stato di prostrazione generale e marcata astenia. Nei bambini è frequente la comparsa di nausea, vomito, brividi, cefalea e febbre. Il contagio avviene da persona a persona, via droplet o goccioline respiratorie o per contatto diretto con secrezioni respiratorie.

In Italia, nel periodo 2018-30 settembre 2026, i casi di difterite confermati dall’Istituto superiore di sanità sono stati 16, più della metà riferiva un recente viaggio all’estero. Il rischio è maggiore per viaggiatori o soggetti a contatto con persone di ritorno da zone in cui la difterite è endemica, come Africa, Sud-est asiatico, alcuni stati del Medio Oriente, Haiti e Brasile. Nell’agosto di quest’anno in Italia si sono verificati tre casi, due casi di difterite respiratoria di cui uno fatale in una bambina non vaccinata di 4 anni, e un caso di difterite cutanea in un soggetto proveniente da un centro di accoglienza. Nel settembre 2026 è stato segnalato un ulteriore caso di difterite cutanea in un individuo ospite di un centro di accoglienza con recente storia di viaggio all’estero.

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Ultimo Aggiornamento: 13/10/2026 14:14

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