
Fratelli d’Italia cresce, il Partito democratico perde terreno. È questa la fotografia della politica italiana restituita dall’ultimo sondaggio realizzato da Noto per Porta a Porta, la trasmissione condotta da Bruno Vespa su Rai 1. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni consolida la propria posizione di primo partito italiano, mentre il Pd di Elly Schlein arretra e scende sotto la soglia psicologica del 20%. Un andamento che rafforza il vantaggio dei meloniani e apre nuovi interrogativi sulla capacità dei dem di recuperare consensi.
Nel dettaglio, Fratelli d’Italia sale dello 0,3% e raggiunge il 28%, confermandosi nettamente in testa alle intenzioni di voto. Di segno opposto la rilevazione per il Partito democratico, che perde mezzo punto e si ferma al 19,5%. Una flessione significativa per la principale forza di opposizione, che vede aumentare la distanza dal partito di governo. Resta invece stabile il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, che mantiene il 12,5%, confermandosi terza forza politica nazionale.
Alle spalle dei primi tre partiti, la competizione si fa più serrata. Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, cede appena lo 0,1% e si attesta al 6,9%. Poco distante c’è Futuro Nazionale, il progetto politico di Roberto Vannacci, che perde lo 0,3% e scende al 6,7%. Una battuta d’arresto contenuta, ma che interrompe la crescita del movimento e lo colloca in una posizione di sostanziale equilibrio con gli azzurri.
Tra le forze che guadagnano consensi spicca invece Alleanza Verdi e Sinistra, che raccoglie mezzo punto in più e sale al 6,5%. Il risultato di AVS, guidata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, segnala una dinamica positiva nell’area progressista, in controtendenza rispetto alla frenata del Pd. La Lega di Matteo Salvini rimane invece stabile al 6%, senza registrare variazioni rispetto alla precedente rilevazione.
Più in difficoltà appaiono diverse formazioni di dimensioni minori. Azione-Libdemocrat-Spazio Pubblico perde mezzo punto e scende al 4%, mentre Italia Viva e +Europa, considerate insieme nella rilevazione, arretrano dello 0,4% e si fermano al 2,5%. In crescita, invece, Progetto Civico + PSI, che guadagna lo 0,2% e raggiunge l’1,5%. Noi Moderati perde un decimo e scende all’1,4%, mentre Sud chiama Nord+Civici si attesta all’1,1%. Chiude la rilevazione Lista Uno+Uno Ruffini, allo 0,3%.
Il dato più rilevante emerge però dal confronto tra gli schieramenti. Secondo il sondaggio, il centrodestra raggiunge il 43,4%, in crescita di 1,1 punti, mentre il centrosinistra si ferma al 40,3%, guadagnando mezzo punto. Il vantaggio della coalizione guidata da Meloni si attesta così a 3,1 punti percentuali. Un margine che, almeno nelle intenzioni di voto rilevate, conferma la maggiore solidità dell’area di governo rispetto al fronte progressista.
Anche ampliando il perimetro dell’opposizione, il quadro cambia ma non abbastanza da ribaltare gli equilibri. Se al cosiddetto Campo largo si aggiungessero Italia Viva e +Europa, il risultato complessivo arriverebbe al 42,8%, con un incremento di appena 0,1 punti. La coalizione allargata resterebbe comunque alle spalle del centrodestra, distante 0,6 punti percentuali. Un dato che evidenzia quanto la costruzione di un’alternativa competitiva al governo passi non soltanto dalla somma dei consensi, ma anche dalla capacità delle diverse forze politiche di trovare una sintesi.
Per Elly Schlein, la flessione del Pd rappresenta un segnale da non sottovalutare. Il partito resta il principale riferimento dell’opposizione, ma il calo al 19,5% ne riduce il peso relativo nel confronto con Fratelli d’Italia e rende più complicato il tentativo di contendere a Meloni la leadership politica del Paese. Al tempo stesso, la crescita di AVS e la stabilità del Movimento 5 Stelle mostrano un’opposizione attraversata da dinamiche differenti, non sempre convergenti.
Il quadro complessivo restituisce dunque una fotografia favorevole al centrodestra: FdI resta primo partito, la coalizione di governo consolida il vantaggio e il Pd scende sotto il 20%. Per il centrosinistra, la sfida non riguarda soltanto il recupero dei consensi persi, ma anche la capacità di costruire un’alleanza credibile e competitiva. Va ricordato, naturalmente, che un sondaggio fotografa le intenzioni di voto in un determinato momento e non costituisce una previsione certa del risultato elettorale. Ma il messaggio politico della rilevazione è chiaro: al momento, la strada per raggiungere il centrodestra resta in salita.


