
Il Papa è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, dopo che gli esami preoperatori avevano fatto sospettare la presenza di un adenocarcinoma polmonare. L’esame istologico effettuato durante l’operazione ha confermato la diagnosi. Secondo quanto riferito da fonti vaticane, il tessuto canceroso è stato rimosso completamente. Le stesse fonti hanno precisato che, al momento, i medici non hanno parlato della possibilità di sottoporre il Pontefice a un trattamento chemioterapico.
La notizia arriva dopo il bollettino diffuso dal Vaticano, che ha confermato l’esito dell’intervento di chirurgia toracica. L’operazione era stata programmata e si è svolta senza complicazioni. Il Papa si è risvegliato regolarmente al termine della procedura ed è tornato nella sua stanza al decimo piano del Policlinico Gemelli di Roma, dopo un breve periodo di osservazione.
Il nodulo circoscritto e la rimozione del tessuto canceroso
Le fonti vaticane hanno sottolineato che il tessuto tumorale è stato asportato totalmente. Una precisazione che si collega a quanto lo stesso Pontefice aveva riferito rendendo pubblica la propria malattia, parlando della presenza di un nodulo circoscritto al polmone. Le informazioni diffuse finora indicano dunque che l’intervento è stato finalizzato alla rimozione della lesione e che l’équipe chirurgica ha confermato la diagnosi già sospettata prima dell’operazione.
Il bollettino medico aveva spiegato che, per rendere radicale l’intervento, si era proceduto all’asportazione del lobo inferiore del polmone destro attraverso una tecnica videoassistita. L’esame istologico estemporaneo ha confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare. Si tratta di un’informazione diagnostica rilevante, che si aggiunge alle indicazioni sulla completa rimozione del tessuto canceroso fornite successivamente dalle fonti vaticane.
I medici non hanno parlato di chemioterapia
Un altro elemento chiarito dalle fonti vaticane riguarda le eventuali terapie successive all’intervento. «I medici non hanno parlato di chemio», hanno precisato, riferendosi alla possibilità di un trattamento chemioterapico dopo l’asportazione della lesione. Al momento, quindi, non è stata comunicata alcuna indicazione in questo senso da parte dell’équipe medica.
L’assenza di riferimenti alla chemioterapia non equivale, tuttavia, a una conferma definitiva sull’esclusione di ulteriori trattamenti. Le decisioni terapeutiche dipendono dalla valutazione complessiva del caso clinico e dagli elementi a disposizione dei medici. Le informazioni diffuse finora si concentrano sull’esito dell’intervento, sulla diagnosi confermata dall’esame istologico e sulla completa rimozione del tessuto tumorale.
L’intervento al Policlinico Gemelli è durato circa 90 minuti
Secondo quanto comunicato dall’équipe medica del Gemelli, il Papa è rimasto in sala operatoria per circa tre ore, mentre la durata effettiva dell’intervento chirurgico è stata di circa 90 minuti. I sanitari hanno riferito che l’operazione è riuscita e che non si sono verificate complicazioni durante la procedura.
«Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al decimo piano», hanno spiegato i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora. L’équipe chirurgica era guidata dal professor Stefano Margaritora, affiancato dalla professoressa Elisa Meacci, dalla dottoressa Maria Teresa Congedo e dal dottor Leonardo Petracca Caravella. L’équipe anestesiologica era composta dal professor Massimo Antonelli e dai dottori Giovanni Punzo e Giuseppe Bello.
Il quadro comunicato dal Vaticano comprende quindi tre elementi principali: la conferma dell’adenocarcinoma polmonare, la rimozione completa del tessuto canceroso e l’assenza di complicazioni durante l’intervento. Non sono state invece fornite indicazioni definitive sulle eventuali terapie successive, mentre le fonti vaticane hanno precisato che i medici non hanno parlato di chemioterapia.


