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Roma, parla la madre del ragazzo della minicar: «Mio figlio pagherà, ma non è un mostro»

Pubblicato: 15/10/2026 07:07

Un caso che continua a occupare le prime pagine dei giornali, quello dei ragazzi della cosiddetta “banda della minicar” e delle loro aggressioni. Anche a seguito del coinvolgimento dell’attore Davide Iacopini, gravemente ferito proprio a seguito di un improvviso attacco da parte di quelli che, a indagine terminata, si sono rivelati dei ragazzi.

Ragazzi annoiati, per loro stessa ammissione, che avevano deciso di riempire le loro serate con delle “bravate” per passare il tempo, senza evidentemente curarsi delle conseguenze, pericolosissime, delle loro azioni. In queste ore, la madre di uno dei due fermati ha scelto di rompere per la prima volta il silenzio e raccontare la sua verità.

«Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa». A parlare è la madre di uno dei due minorenni coinvolti nelle aggressioni a Roma, quello che sedeva sul sedile del passeggero della minicar nera utilizzata per spaventare e aggredire alcuni passanti. In una lunga intervista rilasciata a Viola Giannoli per la Repubblica, la donna racconta come ha scoperto il coinvolgimento del figlio, le ore che hanno preceduto la confessione e il desiderio di chiedere perdono alla famiglia dell’attore Davide Iacopini, rimasto gravemente ferito.

La donna spiega di avere inizialmente creduto alle rassicurazioni del ragazzo, che continuava a negare qualsiasi coinvolgimento. «Ho sperato fino all’ultimo che non fosse così, all’inizio non potevo immaginarlo», racconta. Poi sono arrivati i primi sospetti. «Ho visto mio figlio diverso, l’ho visto piangere. Ieri notte l’ho visto vomitare». A quel punto ha contattato la madre dell’altro ragazzo, quello con la minicar, e insieme hanno cominciato a seguire ogni loro movimento. Fino alla notte della confessione, quando entrambe si sono recate in caserma dai carabinieri. «Siamo state noi a farli ammettere», sostiene la donna, che racconta di avere trascorso tutta la notte a parlare con il figlio.

Il ragazzo, secondo quanto riferisce la madre, sarebbe profondamente scosso per le conseguenze delle proprie azioni. Durante quella notte le avrebbe chiesto di aiutarlo a pregare per l’uomo ferito. «Si può credere che Dio faccia un miracolo? Io non lo so come si prega, aiutami a pregare per aiutare quell’uomo», le avrebbe detto riferendosi a Davide Iacopini. La donna racconta inoltre che il figlio piange continuamente e che le avrebbe confidato di avere sognato l’attore e sua madre.

Il racconto delle aggressioni e la versione dello scherzo

Nell’intervista alla Repubblica, la madre riferisce anche la spiegazione che il ragazzo le avrebbe fornito sulle aggressioni. Secondo il suo racconto, nelle intenzioni dei due minorenni doveva trattarsi di uno scherzo, con l’obiettivo di spaventare i passanti. «Non volevano dare nessuna bastonata», afferma la donna, precisando però di non poter conoscere tutto ciò che è realmente accaduto. Al figlio ha spiegato che uno scherzo non può essere considerato tale quando mette in pericolo altre persone.

I due ragazzi sono accusati anche di altre cinque aggressioni oltre a quella ai danni di Iacopini. Alcuni testimoni hanno riferito della presenza di bastoni, mentre tra gli elementi emersi nelle ricostruzioni figura anche un presunto calcio sferrato all’attore, durante il quale uno dei minorenni avrebbe perso una scarpa. Su questo punto la madre non conferma la dinamica. «Mio figlio mi ha raccontato una dinamica diversa. Saranno gli investigatori ad accertare come siano andate realmente le cose», spiega.

Nel verbale dei ragazzi sarebbe inoltre contenuto il racconto di avere tolto una mano dal manubrio a Iacopini durante l’aggressione. La donna ammette che quanto accaduto non avrebbe mai dovuto verificarsi e sostiene che i minorenni abbiano compreso soltanto successivamente la gravità delle loro azioni. «In quel momento non hanno capito che fosse grave. Dopo aver letto cos’era successo, si sono terrorizzati», racconta.

La madre parla anche delle condizioni economiche della famiglia, precisando che la minicar non appartiene a loro. «Una minicar non possiamo permettercela», spiega, aggiungendo che le difficoltà possono colpire chiunque, indipendentemente dalla condizione sociale. Racconta di avere cresciuto due figli affrontando problemi importanti e di uscire di casa ogni mattina alle cinque per andare al lavoro.

La madre: «Non accetto che ogni errore di un figlio sia il fallimento dei genitori»

Alla domanda su che ragazzo sia suo figlio, la donna risponde descrivendolo come un giovane cresciuto nella società contemporanea, tra cellulari e social network. Spiega di avere cercato di educarlo insieme al fratello, trasmettendo loro dei valori e intervenendo quando commettevano degli errori. «Non sono una madre perfetta e non pretendo di esserlo», ammette, respingendo però l’idea che le responsabilità dei figli debbano ricadere automaticamente sui genitori.

«Non accetto l’idea che ogni errore di un figlio sia automaticamente la prova del fallimento dei suoi genitori», afferma nell’intervista. E aggiunge: «I nostri figli crescono dentro una società, non soltanto dentro una famiglia. E tutti dovremmo interrogarci sul mondo che stiamo consegnando loro».

Il passaggio più doloroso riguarda il rapporto con la famiglia dell’attore ferito. La donna racconta di pensare continuamente alla madre di Davide Iacopini e di volerla incontrare per chiederle scusa. «Non oso immaginare cosa stia vivendo», dice, precisando di non aspettarsi comprensione per la propria sofferenza. «Non pretendo che comprenda il mio dolore, perché oggi il suo è immensamente più grande. Vorrei soltanto poterla incontrare e chiederle scusa. Senza cercare giustificazioni».

Anche nei confronti dell’attore il desiderio è quello di poter presentare personalmente le proprie scuse. «Vorrei che Davide tornasse alla sua vita. È questo che desidero più di ogni altra cosa», afferma la madre, augurandosi di poterlo incontrare quando le sue condizioni lo permetteranno.

Infine, nell’intervista alla Repubblica, la donna riferisce che cosa ha detto al figlio dopo la confessione. Gli ha spiegato che dovrà affrontare le conseguenze delle proprie azioni e che lei non potrà cancellare quanto accaduto. Continuerà però a educarlo e ad accompagnarlo anche in questa fase.

«Essere madre non significa difendere sempre un figlio. A volte significa avere il coraggio di metterlo davanti alle proprie responsabilità», conclude la donna, ribadendo che il ragazzo dovrà rispondere di quanto ha fatto, mentre il suo pensiero rimane rivolto a Davide Iacopini e alla sua famiglia.

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Ultimo Aggiornamento: 15/10/2026 07:31

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