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Ucraina, stop ai satelliti americani: i droni di Kiev perdono la loro arma più potente

Pubblicato: 15/10/2026 07:28

L’Ucraina rischia di perdere uno dei principali vantaggi tecnologici che le hanno permesso di resistere all’invasione russa. Le limitazioni imposte ai servizi satellitari militari americani stanno mettendo in difficoltà i reparti di Kiev, compromettendo l’impiego dei droni utilizzati per la ricognizione, gli attacchi contro le posizioni nemiche e la difesa delle città. Una situazione che potrebbe modificare gli equilibri sul campo di battaglia, offrendo all’esercito di Vladimir Putin nuove opportunità per avanzare.

Al centro della crisi c’è Starshield, il sistema militare collegato alla rete Starlink di Elon Musk, il cui funzionamento, come precisato dallo stesso imprenditore, dipende dal Pentagono. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, i comandanti ucraini hanno già segnalato gravi problemi nelle comunicazioni satellitari. Le connessioni diventano instabili quando i dispositivi si muovono a velocità superiori ai 100 chilometri orari e scompaiono completamente oltre i 160. Limitazioni particolarmente pesanti per un esercito che ha costruito buona parte della propria capacità di resistenza sull’utilizzo massiccio di velivoli senza pilota. Un ufficiale impegnato al fronte ha descritto così la situazione al quotidiano: «È come combattere con le gambe legate».

I droni ucraini perdono efficacia, le truppe russe possono approfittarne

Le conseguenze riguardano innanzitutto le operazioni militari lungo la linea del fronte. I droni da ricognizione, fondamentali per individuare gli spostamenti delle truppe russe e trasmettere informazioni in tempo reale, rischiano di perdere il collegamento con gli operatori. Lo stesso problema interessa i velivoli impiegati nei bombardamenti, che potrebbero essere costretti a ridurre velocità e raggio d’azione per mantenere una connessione sufficientemente stabile. Una condizione che li renderebbe più vulnerabili ai sistemi antiaerei nemici.

Per le forze russe si prospetta quindi un vantaggio considerevole. Le retrovie, i centri logistici e le unità in movimento potrebbero risultare meno esposti alla sorveglianza e agli attacchi ucraini. Finora proprio la capacità di individuare rapidamente gli obiettivi e colpirli con precisione ha consentito a Kiev di compensare almeno parzialmente la superiorità numerica e materiale di Mosca. Senza comunicazioni affidabili, questa strategia rischia di perdere una parte importante della propria efficacia.

Il problema riguarda anche la protezione della popolazione civile. I droni intercettori utilizzati per abbattere i velivoli russi, in particolare i Geran derivati dagli Shahed iraniani, raggiungono velocità superiori ai 200 chilometri orari. Le nuove limitazioni delle comunicazioni satellitari potrebbero compromettere le loro capacità operative, rendendo più difficile contrastare gli attacchi contro le città e le infrastrutture ucraine. Un rischio che si aggiunge alla crescente minaccia rappresentata dai nuovi droni russi a reazione, già utilizzati per superare le difese antiaeree.

Gli attacchi in Russia continuano, ma l’Europa non può sostituire gli Stati Uniti

Non tutte le operazioni ucraine, tuttavia, risultano compromesse. I droni a lunghissimo raggio, impiegati per attaccare raffinerie, industrie e infrastrutture strategiche nel territorio russo, utilizzano frequentemente sistemi di navigazione autonomi. Alcuni riconoscono il terreno attraverso l’intelligenza artificiale, altri sfruttano i segnali delle reti telefoniche. Possono quindi raggiungere gli obiettivi anche senza dipendere costantemente dalle comunicazioni satellitari americane.

Lo dimostrerebbero, secondo la ricostruzione pubblicata da Repubblica, gli attacchi condotti nelle ultime ore contro obiettivi russi, proseguiti nonostante le interruzioni del servizio. Tra gli episodi segnalati figura anche un’incursione contro un data center di Sberbank, che avrebbe provocato problemi ai sistemi di pagamento. L’offensiva ucraina in profondità, dunque, conserva una parte delle proprie capacità, mentre a essere maggiormente penalizzate sono le operazioni tattiche e difensive lungo il fronte.

La questione più grave resta però la dipendenza tecnologica dell’Ucraina dagli Stati Uniti. Al momento non esistono alternative immediatamente disponibili in grado di garantire le stesse prestazioni di Starshield. Quando, lo scorso febbraio, vennero disattivati i terminali Starlink utilizzati senza autorizzazione dalle forze russe, Mosca dovette affrontare per mesi difficoltà operative e mobilitare le proprie risorse tecnologiche per trovare soluzioni alternative. Kiev dispone di capacità decisamente inferiori per compensare un’interruzione analoga.

A rendere ancora più delicata la situazione è l’impossibilità dell’Europa di sostituire rapidamente il sostegno americano. I Paesi europei non dispongono di una rete satellitare militare equivalente per copertura e capacità operative, né di strumenti di intelligence spaziale sufficienti a rimpiazzare integralmente quelli statunitensi, soprattutto nell’individuazione tempestiva dei lanci di missili balistici.

Per Kiev, dunque, la crisi delle comunicazioni satellitari potrebbe trasformarsi in un problema strategico di enormi proporzioni. L’esercito ucraino ha utilizzato la tecnologia per compensare la sproporzione delle forze in campo, ma proprio questa dipendenza rischia ora di diventare una vulnerabilità. La Russia potrebbe sfruttare le difficoltà ucraine per intensificare le proprie operazioni, mentre l’Europa si trova nuovamente di fronte ai limiti della propria autonomia militare. La difesa dell’Ucraina continua a dipendere da decisioni prese a Washington, con conseguenze che possono manifestarsi immediatamente sul campo di battaglia.

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