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Discorso alla nazione! Caos manifestanti: il Presidente ha deciso

Pubblicato: 18/10/2026 14:29

La mattinata si è aperta con le strade ancora segnate dagli scontri della notte. Vetrine in frantumi, auto incendiate e barricate improvvisate raccontano una giornata in cui la protesta è degenerata in una serie di episodi di violenza. In diversi punti, i gruppi più aggressivi si sono staccati dai cortei e hanno preso di mira negozi ed edifici pubblici, mentre le forze dell’ordine cercavano di contenere i disordini. Il bilancio è pesante, con centinaia di agenti feriti e migliaia di persone fermate.

Le immagini delle devastazioni mostrano la portata degli scontri e le conseguenze lasciate nelle strade. Alcuni edifici pubblici sono stati danneggiati gravemente, mentre numerose attività commerciali sono state saccheggiate e costrette a fare i conti con i danni. A pesare è anche il rischio che gli episodi più violenti finiscano per oscurare le ragioni della mobilitazione, nata attorno a rivendicazioni economiche e sociali. Ora, mentre proseguono le verifiche sui responsabili, l’attenzione si concentra sulle conseguenze dei disordini e sulle risposte delle istituzioni.

Il presidente francese Emmanuel Macron parlerà alla nazione questa sera, domenica 18 ottobre, alle ore 20. L’intervento, annunciato dall’Eliseo, arriva dopo una giornata di manifestazioni in tutta la Francia, segnata da scontri con la polizia, incendi e saccheggi. Il capo dello Stato è atteso a intervenire in un momento di forte tensione sociale, mentre il governo deve fare i conti con le conseguenze dei disordini e con le richieste dei manifestanti.

La mobilitazione ha coinvolto numerose città francesi e ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone. Accanto ai cortei pacifici si sono verificati episodi di violenza, con edifici pubblici e attività commerciali danneggiati. Tra gli episodi più gravi figura l’incendio del municipio di Limoges, dove le fiamme hanno provocato danni significativi alla struttura storica. Le autorità sono impegnate a ricostruire la dinamica degli incidenti e a individuare i responsabili.

Il bilancio degli scontri: 1.800 arresti e oltre 500 agenti feriti

Secondo il bilancio diffuso domenica dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, circa 1.800 persone sono state fermate in Francia, di cui 855 nell’area di Parigi. Oltre 500 agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco sono rimasti feriti. Le cifre sono aumentate rispetto al primo bilancio diffuso nella serata di sabato, quando le persone fermate erano circa 400.

Le manifestazioni del 17 ottobre hanno raccolto, secondo il ministero dell’Interno, 550mila partecipanti in 110 cortei. Gli organizzatori hanno invece stimato la presenza di circa 800mila persone. Le proteste erano state convocate per denunciare il caro vita, le difficoltà del sistema scolastico e le politiche economiche del governo. In diverse città, tuttavia, gruppi di persone incappucciate si sono staccati dai cortei e hanno attaccato negozi, edifici pubblici e forze dell’ordine.

L’incendio del municipio di Limoges

Tra gli episodi più gravi figura l’incendio del municipio storico di Limoges, edificio ottocentesco in gran parte distrutto dalle fiamme. Il rogo ha provocato il crollo della torre dell’orologio e danneggiato pesantemente la struttura. Le autorità locali hanno definito l’accaduto una catastrofe per il patrimonio storico della città. Altri episodi di devastazione sono stati segnalati a Parigi, Lione, Marsiglia e Bordeaux.

La situazione ha aperto anche un confronto sulla gestione dell’ordine pubblico. Il governo ha attribuito le violenze a gruppi radicali e ai saccheggiatori, mentre esponenti delle opposizioni hanno criticato la risposta delle autorità e chiesto chiarimenti sull’efficacia del dispositivo di sicurezza. L’intervento di Macron alle 20 sarà quindi seguito con attenzione, sia per le eventuali misure annunciate sia per le indicazioni che il presidente darà sulla gestione della crisi sociale.

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