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Morte David Rossi, Giletti: «Mussari tra i presunti mandanti dell’omicidio», attesa per la Commissione d’inchiesta

Pubblicato: 18/10/2026 15:29

La morte di David Rossi, ex responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, torna al centro dell’attenzione con nuovi sviluppi annunciati sul lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta. A oltre tredici anni dalla scomparsa del manager, la ricostruzione di quanto accaduto continua a essere oggetto di approfondimenti e verifiche, mentre la famiglia non ha mai accettato l’ipotesi del suicidio formulata dalla magistratura.

Le nuove indiscrezioni riguardano la possibile individuazione di persone coinvolte nella vicenda. A rilanciare la notizia è stato il giornalista Massimo Giletti, che ha anticipato i contenuti di una seduta della Commissione prevista per lunedì 19 ottobre. Tra i nomi che potrebbero emergere, secondo quanto dichiarato dal conduttore, ci sarebbe quello di Giuseppe Mussari, presidente di Mps dal 2006 al 2012.

L’annuncio di Giletti su Giuseppe Mussari

«Domani la commissione di inchiesta si riunirà facendo i nomi dei presunti esecutori e mandanti dell’omicidio di David Rossi e il nome che emerge e che verrà fuori è un nome importante, si tratta del presidente di Mps Giuseppe Mussari», ha dichiarato Giletti, anticipando i possibili sviluppi dell’attività parlamentare.

Il giornalista ha poi ribadito la portata delle informazioni attese, affermando che Mussari sarebbe indicato tra i presunti mandanti dell’omicidio. Si tratta, allo stato delle dichiarazioni riportate, di un’anticipazione sui contenuti dei lavori della Commissione, non di un accertamento giudiziario definitivo sulle responsabilità individuali.

Mussari, già intervenuto in passato sulla vicenda, ha respinto le allusioni a un proprio coinvolgimento nella morte del manager. «Non parlo e resto ontologicamente dalla parte della famiglia, è una cosa che mi fa ancora male ma io non scappo mai», aveva dichiarato, manifestando il proprio disappunto per le ricostruzioni circolate sul caso.

La Commissione e i dubbi sull’ipotesi del suicidio

La Commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta da Gianluca Vinci, sta esaminando nuovamente gli elementi relativi alla morte di Rossi. Secondo quanto riferito dal presidente in un’intervista a Fanpage.it, l’ipotesi investigativa presa in considerazione è quella di un coinvolgimento di più persone, sia all’interno dell’ufficio sia nel vicolo in cui il manager precipitò.

«Non parliamo di un solo assassino. Riteniamo che nella stanza c’erano almeno due o tre persone quando è caduto dalla finestra. E nel vicolo poi erano presenti almeno altre due persone», ha spiegato Vinci, illustrando le conclusioni a cui sarebbe arrivato il lavoro parlamentare.

Tra gli approfondimenti figura anche quello relativo alla criminalità organizzata. La Commissione sta valutando possibili collegamenti con gli ambienti malavitosi, anche alla luce del ruolo di Rossi nella gestione delle sponsorizzazioni della banca. Vinci ha ricordato che, nell’anno della crisi di Mps, le risorse destinate a queste attività sarebbero scese da 50 a 40 milioni di euro.

La morte di David Rossi e le indagini

David Rossi venne trovato morto la sera del 6 marzo 2013, dopo essere precipitato dalla finestra del proprio ufficio nella sede di Monte dei Paschi di Siena. Il corpo fu rinvenuto nel vicolo Monte Pio, nel centro storico della città toscana. All’epoca il manager ricopriva l’incarico di responsabile della comunicazione dell’istituto bancario.

Le indagini giudiziarie conclusero che si era trattato di un suicidio, una ricostruzione contestata a lungo dai familiari. Nel corso degli anni sono stati sollevati dubbi su diversi aspetti della dinamica, mentre la Commissione parlamentare ha avviato nuovi approfondimenti, compreso il riesame delle immagini e degli elementi raccolti nelle precedenti indagini.

Tra i punti esaminati figurano le ombre visibili nelle immagini registrate nel vicolo, considerate dalla Commissione un possibile elemento utile a ricostruire la presenza di altre persone, oltre alle testimonianze e alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

La seduta straordinaria annunciata per lunedì 19 ottobre potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante nell’attività parlamentare. Le eventuali indicazioni sui presunti esecutori e mandanti dovranno essere valutate alla luce degli atti e delle verifiche competenti, distinguendo le ipotesi investigative dalle responsabilità eventualmente accertate in sede giudiziaria.

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