
Cinquecento militari a Milano, un fermo preventivo fino a 24 ore, nuovi reati e arresti obbligatori per chi partecipa alle devastazioni durante le manifestazioni. Il governo prepara una nuova stretta sulla sicurezza dopo gli scontri e gli episodi di violenza che hanno attraversato Milano e altre città italiane. Il provvedimento è atteso nel pomeriggio di martedì 20 ottobre sul tavolo del Consiglio dei ministri, ma diversi aspetti restano ancora da definire, a cominciare dai poteri che saranno attribuiti ai soldati impiegati nelle strade.
La decisione arriva dopo il vertice sull’ordine pubblico convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al quale hanno partecipato ministri, rappresentanti della presidenza del Consiglio, vertici delle forze dell’ordine e intelligence. Da Palazzo Chigi è filtrata la volontà di fornire una risposta ferma ai disordini. L’esecutivo punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione, intervenendo sia sulle manifestazioni violente sia sulla gestione dei minorenni coinvolti negli scontri.
Cinquecento militari a Milano, il confronto sui poteri dell’esercito
Il primo intervento riguarda Milano, dove saranno inviati 500 militari nell’ambito dell’operazione Strade sicure. L’annuncio era arrivato dal vicepremier Matteo Salvini, ma sulla concreta utilizzazione del contingente è intervenuto il ministro della Difesa Guido Crosetto, sollevando una questione operativa: l’invio di nuovi uomini deve essere accompagnato da norme che consentano loro di intervenire efficacemente.
Crosetto ha spiegato che il governo sta valutando di attribuire temporaneamente ai militari funzioni analoghe a quelle esercitate dalle forze di polizia, per un periodo limitato a tre mesi. L’obiettivo sarebbe quello di sostenere Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza nella gestione delle situazioni di maggiore tensione. Tra le ipotesi sul tavolo c’è il riconoscimento di specifiche funzioni di polizia giudiziaria, anche in occasione di cortei e manifestazioni. Una possibilità che richiede però un preciso intervento normativo e sulla quale non esiste ancora una decisione definitiva.
Il confronto sulle competenze dei militari rappresenta uno dei passaggi più delicati del nuovo decreto. Il potenziamento numerico del presidio sul territorio, infatti, non coincide automaticamente con un ampliamento dei poteri di intervento. Proprio questo aspetto dovrà essere chiarito dal Consiglio dei ministri.
Fermo preventivo di 24 ore, arresti e nuove norme per i minorenni
Il secondo capitolo riguarda gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine. La Lega ha anticipato le principali misure attraverso una nota dei sottosegretari Nicola Molteni e Andrea Ostellari, rivendicando l’inserimento nel provvedimento di alcune delle proposte sostenute dal partito.
Tra le novità figura l’estensione del fermo preventivo fino a 24 ore, con la possibilità di applicarlo anche ai minorenni. Si tratta di una delle misure più significative della nuova stretta, che dovrà essere definita nei presupposti e nelle modalità di applicazione. Previsto anche un rafforzamento degli strumenti di prevenzione già affidati ai questori, a partire dall’avviso orale.
Sul fronte penale, il governo intende introdurre una nuova fattispecie di danneggiamento aggravato e rendere obbligatorio l’arresto per i reati di devastazione commessi durante le manifestazioni. Il pacchetto comprenderebbe inoltre la possibilità di procedere con l’arresto differito entro 48 ore, ampliando gli strumenti utilizzabili per individuare e fermare i responsabili delle violenze anche dopo la conclusione degli scontri.
Resta sul tavolo anche una proposta avanzata nei mesi scorsi da Fratelli d’Italia, relativa all’applicazione del reato di associazione per delinquere ai gruppi organizzati coinvolti nelle violenze di piazza. Non è ancora certo, tuttavia, che questa disposizione trovi effettivamente posto nel testo definitivo.
Particolare attenzione viene riservata alla giustizia minorile. Il governo valuta un rafforzamento degli organici dei tribunali per i minorenni e lo stanziamento di nuove risorse per aumentare la disponibilità di posti nelle strutture detentive. L’obiettivo dichiarato è rendere più rapida la risposta giudiziaria nei confronti dei ragazzi arrestati per episodi di violenza.
Sulla necessità di intervenire contro i gruppi responsabili dei disordini si è espresso anche il vicepremier Antonio Tajani, che ha annunciato una risposta severa dello Stato, comprendente strumenti specifici per contrastare i comportamenti violenti dei minorenni.
Il testo, però, non è ancora chiuso. Gli uffici legislativi stanno verificando la formulazione delle disposizioni e i margini di intervento consentiti dall’ordinamento. Un passaggio importante sarà rappresentato anche dall’interlocuzione con il Quirinale, soprattutto per le norme che incidono sulla libertà personale e sull’attribuzione di nuove competenze ai militari.
La riunione del Consiglio dei ministri dovrà quindi chiarire quali delle misure annunciate entreranno effettivamente nel decreto e con quali limiti. Per il governo si tratta del sesto intervento normativo sulla sicurezza, considerando anche i precedenti provvedimenti sui rave, Cutro, Caivano e gli ultimi decreti dedicati all’ordine pubblico.


