Vai al contenuto

Scossa di terremoto spaventosa, case distrutte e famiglie in fuga

Pubblicato: 23/10/2026 08:57

Una scossa violentissima, edifici crollati e una corsa contro il tempo per salvare chi è rimasto intrappolato sotto le macerie. È drammatico il primo bilancio del terremoto che ha provocato almeno 16 morti e decine di feriti. Centinaia le abitazioni crollate o danneggiate, mentre le squadre di soccorso sono impegnate senza sosta nelle operazioni di ricerca. Il numero delle vittime potrebbe ancora aumentare: le autorità stanno verificando l’entità dei danni e controllando gli edifici colpiti, nella speranza di individuare altre persone ancora in vita.

La violenza del sisma ha seminato paura tra la popolazione, costringendo numerosi abitanti a lasciare le proprie case e a trascorrere la notte all’aperto, al freddo, per timore di nuovi crolli. Le operazioni di emergenza si stanno svolgendo in condizioni particolarmente difficili, tra temperature rigide, territori impervi e abitazioni danneggiate. Intanto, le squadre specializzate proseguono le ricerche, mentre le autorità organizzano l’assistenza agli sfollati e cercano di garantire un riparo sicuro alle famiglie rimaste senza casa.

Il terremoto ha colpito il Tibet nella serata di giovedì 22 ottobre, con una magnitudo di 7. La scossa è stata registrata alle 22.33 ora locale, le 16.33 in Italia. Secondo lo United States Geological Survey (USGS), l’epicentro è stato localizzato nella contea di Baqen, nella città-prefettura di Nagqu, nel nord dell’altopiano tibetano. Si tratta di una zona montuosa e scarsamente popolata, situata a circa 191 chilometri a est-nord-est di Nagqu e a circa 390-400 chilometri da Lhasa, il capoluogo della regione. Il Centro cinese di monitoraggio sismico ha stimato la profondità del sisma in circa 10 chilometri.

Le conseguenze più gravi si registrano nelle località vicine all’epicentro. Secondo l’agenzia cinese Xinhua, sulla base dei dati diffusi dalle autorità, 339 abitazioni sono crollate o hanno riportato danni. La zona interessata si trova a un’altitudine media di circa 4.800 metri, un fattore che rende particolarmente complesse le operazioni di soccorso e l’assistenza alla popolazione. Le condizioni ambientali e le difficoltà negli spostamenti rischiano infatti di rallentare gli interventi proprio nelle ore più importanti per individuare eventuali superstiti.

Le testimonianze raccolte dai media cinesi raccontano momenti di grande paura. Un albergatore della contea di Baqen, intervistato dallo Shanghai Daily, ha riferito che l’edificio in cui si trovava ai piani alti ha iniziato a tremare violentemente. In un ristorante di un suo amico, piatti e ciotole sono caduti a terra. Appena la scossa si è attenuata, l’uomo è sceso in strada insieme ai suoi ospiti. Come lui, numerose persone hanno preferito non rientrare nelle proprie abitazioni e trascorrere la notte all’aperto, temendo nuove scosse e possibili cedimenti delle strutture.

I soccorsi sono entrati in azione nel corso della notte. Secondo quanto riferito dai servizi locali di emergenza allo Shanghai Daily, una prima squadra composta da otto vigili del fuoco ha raggiunto la zona colpita intorno alle 2.10 di venerdì. Appena dieci minuti dopo, i soccorritori sono riusciti a estrarre viva una persona dalle macerie in un villaggio della municipalità di Maru. Le ricerche sono proseguite anche nelle ore successive, con l’obiettivo di verificare la presenza di altre persone intrappolate e prestare assistenza ai feriti.

La macchina dell’emergenza è stata progressivamente rafforzata. Il corpo regionale dei vigili del fuoco ha mobilitato 347 soccorritori, 82 mezzi e 15 cani da ricerca, mentre oltre 300 agenti di polizia sono stati inviati nell’area per controllare gli edifici danneggiati e trasferire gli abitanti in luoghi sicuri. Le autorità hanno attivato i protocolli di emergenza e predisposto tende e strutture temporanee per ospitare chi non può rientrare a casa. Anche i trasporti hanno subito ripercussioni: alcuni tratti della ferrovia Qinghai-Tibet sono stati chiusi temporaneamente per controllare binari e infrastrutture, mentre alcuni treni diretti a Golmud hanno accumulato ritardi.

Il Tibet si trova in una regione ad alta attività sismica, legata alla collisione tra la placca indiana e quella eurasiatica, un processo geologico che ha contribuito alla formazione dell’Himalaya. Secondo i media cinesi, il terremoto di giovedì sarebbe il più forte registrato nel Paese dal gennaio 2024. Il precedente sisma particolarmente grave risale al 7 gennaio 2025, quando una scossa di magnitudo 6,8 colpì la contea di Tingri, nel Tibet occidentale, provocando almeno 126 morti. Nel 2010, invece, un terremoto di magnitudo 7,1 nella zona di Yushu, nella vicina provincia del Qinghai, causò almeno 2.698 vittime.

Resta ora la priorità di salvare eventuali superstiti e garantire assistenza a chi ha perso la propria abitazione. Il bilancio di almeno 16 morti e decine di feriti è ancora provvisorio, mentre i soccorritori continuano a setacciare le aree più colpite. Le condizioni ambientali, l’altitudine e i danni alle infrastrutture rappresentano ostacoli importanti, ma le operazioni proseguono senza sosta. La speranza è trovare altre persone vive sotto le macerie, mentre le autorità lavorano per mettere in sicurezza gli edifici, assistere gli sfollati e definire l’effettiva portata della devastazione.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 23/10/2026 08:59

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure