
La terra torna a tremare, provocando momenti di apprensione tra i cittadini. Una serie di movimenti sismici ravvicinati ha interessato un’area già caratterizzata da un’intensa attività geologica, riportando l’attenzione sulla sicurezza del territorio.
Le oscillazioni sono state percepite anche a diversi chilometri di distanza dall’epicentro, soprattutto all’interno degli edifici. Numerose persone hanno avvertito distintamente il terremoto, mentre gli strumenti di monitoraggio hanno registrato più eventi nell’arco di pochi minuti.
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.3 è stata registrata venerdì 23 ottobre 2026, alle 11.51, nel mar Tirreno meridionale, al largo della Sicilia, davanti alle isole Eolie. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’ipocentro è stato individuato a circa 24 chilometri di profondità.
Il sisma è stato avvertito anche a Palermo, in particolare ai piani alti degli edifici, e nei comuni di Bagheria e Casteldaccia. Segnalazioni sono arrivate anche dal Catanese.
Terremoto in Sicilia, tre scosse in meno di un’ora
L’evento delle 11.51 è stato preceduto da un’altra scossa, registrata alle 11.04, di magnitudo 3.3, con ipocentro a 9 chilometri di profondità.
Alle 11.56, appena cinque minuti dopo il terremoto più intenso, gli strumenti hanno rilevato un terzo sisma di magnitudo 3.6, localizzato a 32 chilometri di profondità.
La sequenza si inserisce in un periodo di attività sismica che interessa il basso Tirreno già da diversi giorni.
Secondo una stima provvisoria dell’Ingv, una successiva scossa potrebbe aver raggiunto una magnitudo compresa tra 5.2 e 5.7. Il dato necessita tuttavia di conferma attraverso le verifiche strumentali.
Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici. La situazione resta sotto osservazione.


