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Manovra, scontro su scuola e pensioni: sindacati e opposizioni protestano, il governo difende le scelte

Pubblicato: 01/11/2026 08:49

La manovra economica 2027-2029 accende il confronto politico e sindacale su due capitoli particolarmente delicati: scuola e pensioni. Il disegno di legge di bilancio, trasmesso al Parlamento, prevede una riduzione di quasi 7mila posti negli organici scolastici e una modifica del sistema di rivalutazione delle pensioni medio-alte, con risparmi stimati in oltre 14 miliardi di euro lordi nell’arco di dieci anni. Misure che provocano le proteste delle organizzazioni sindacali e delle opposizioni, mentre la maggioranza rivendica la necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici e finanziare gli interventi previsti.

Il governo difende l’impianto complessivo della legge di bilancio, definita dal vicepremier Antonio Tajani «seria e responsabile» in una fase internazionale complessa. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, replica alle critiche sostenendo che l’esecutivo risponde con risultati concreti. Resta aperto anche il confronto con banche e assicurazioni sul contributo da 5,8 miliardi richiesto al settore finanziario. La Lega considera ingiustificate le proteste dei grandi istituti, sottolineando che le risorse saranno destinate a interventi per sanità, lavoro e sicurezza.

Scuola, quasi 7mila posti in meno: le proteste dei sindacati

Uno dei punti più discussi riguarda la riduzione degli organici scolastici a partire dall’anno scolastico 2027-2028. Il provvedimento prevede 4.925 posti in meno nell’organico dell’autonomia e altri 2.049 tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, per un totale di 6.974 posizioni. La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, chiede di ritirare la disposizione, sostenendo che la scuola abbia bisogno di maggiori investimenti e personale per affrontare le difficoltà educative e organizzative. Il sindacato sollecita un confronto con il governo e non esclude iniziative di mobilitazione qualora la norma venisse confermata.

Anche la Cgil esprime un giudizio fortemente negativo sulla manovra e ha proclamato uno sciopero generale per il 20 novembre. Sul versante politico, il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle contestano le riduzioni previste. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, accusa l’esecutivo di sottrarre risorse alla scuola e alle pensioni per finanziare altre priorità. Barbara Floridia, del M5s, definisce uno scandalo l’ulteriore ridimensionamento degli organici. Le opposizioni chiedono modifiche sostanziali durante l’esame parlamentare, mentre la maggioranza continua a sostenere l’equilibrio complessivo degli interventi economici.

Un altro elemento di discussione riguarda gli asili nido. L’articolo 121 modifica i criteri di distribuzione delle risorse destinate ai servizi per la prima infanzia. Irene Manzi, responsabile scuola del Pd, teme che il raggiungimento dell’obiettivo del 33% di copertura venga favorito dal calo demografico anziché dall’effettivo aumento dei posti disponibili. La deputata chiede che le eventuali risorse eccedenti siano impiegate per ampliare l’offerta e contenere le rette. Il testo contiene inoltre la proroga al 2027 del contributo fino a 1.500 euro per le famiglie che scelgono le scuole paritarie, finanziato con uno stanziamento complessivo di 20 milioni.

Pensioni, cambia la rivalutazione: risparmi per 14 miliardi

L’altro principale terreno di confronto riguarda la rivalutazione delle pensioni. L’articolo 55 della manovra ripristina il sistema di perequazione per fasce di importo complessivo, al posto di quello per scaglioni. Gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo Inps continueranno a beneficiare della rivalutazione piena, mentre per quelli superiori le percentuali diminuiranno progressivamente, fino al 32% per le pensioni oltre dieci volte il minimo. La differenza sostanziale riguarda l’applicazione della percentuale all’intero assegno e non soltanto alla parte che supera ciascuna soglia.

L’impatto sui conti pubblici è significativo. Secondo la Relazione tecnica allegata al provvedimento, il risparmio previsto per il 2027 ammonta a 1,476 miliardi di euro lordi, equivalenti a circa 885 milioni al netto degli effetti fiscali. Considerando il periodo 2027-2036, la minore spesa pensionistica raggiungerebbe 14,241 miliardi lordi, pari a 8,538 miliardi netti. Si tratta di una delle misure con effetti finanziari più rilevanti nel medio e lungo periodo, ma anche di una delle disposizioni maggiormente contestate dalle organizzazioni rappresentative dei pensionati interessati.

Federmanager chiede la cancellazione dell’articolo 55. Il presidente Valter Quercioli contesta il ricorso alla previdenza come strumento di contenimento della spesa, ricordando che l’adeguamento degli assegni all’inflazione serve a preservarne il potere d’acquisto. L’associazione invita quindi il Parlamento a individuare coperture alternative. Critiche arrivano anche da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce la manovra una «rapina sociale». Di diverso avviso Antonio Tajani, secondo il quale la legge di bilancio distribuisce gli sforzi necessari al finanziamento delle misure senza compromettere gli obiettivi di crescita e risanamento dei conti.

Il provvedimento contiene anche altri interventi. Dal 1° gennaio 2027 vengono modificate le regole relative agli apparecchi da gioco, con l’aumento del costo massimo della singola partita da uno a due euro e del limite massimo della giocata da 100 a 200 euro, oltre all’incremento delle aliquote fiscali. Sono previste procedure più rapide per il pagamento dei premi della lotteria degli scontrini. Sul fronte della difesa, vengono stanziati oltre 1,3 miliardi aggiuntivi nel biennio 2027-2028 per le missioni internazionali e 104 milioni per nuove caserme e riqualificazione delle infrastrutture militari.

La discussione si trasferisce ora nelle commissioni parlamentari, dove maggioranza e opposizioni avranno la possibilità di intervenire sul testo. Il calendario dei lavori dovrebbe essere definito nei prossimi giorni, con le audizioni ipotizzate tra il 9 e il 12 novembre e la scadenza per la presentazione degli emendamenti che potrebbe essere fissata al 17 novembre. Sarà soprattutto su scuola, pensioni e contributo del settore finanziario che si concentrerà il confronto politico. Il governo punta a confermare l’impianto della manovra, mentre opposizioni e sindacati chiedono di rivederne alcune delle disposizioni più controverse.

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Ultimo Aggiornamento: 01/11/2026 08:53

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