
L’Italia si prepara a un nuovo cambiamento meteorologico. Il getto polare modifica la propria traiettoria sull’Europa, condizionando l’evoluzione del tempo anche sulla Penisola. Dopo l’irruzione di aria fredda, le prime nevicate sull’Appennino e le raffiche di bora che hanno sferzato l’Adriatico, il ciclone responsabile del maltempo al Centro-Sud comincia ad allontanarsi. Ma attenzione a non confondere la sua ritirata con l’arrivo del bel tempo: nei prossimi giorni prevarranno ancora nuvole, umidità e temperature notturne in diminuzione. La sorpresa arriverà nel fine settimana, quando è previsto un nuovo rialzo termico.
A determinare la nuova fase sarà un imponente anticiclone sull’Europa settentrionale, che sta modificando il percorso delle correnti atmosferiche e ostacolando il normale ingresso delle perturbazioni atlantiche. Secondo il meteorologo Luca Lombroso di Meteored Italia, la configurazione lascerà l’Italia in una situazione di transizione, con condizioni differenti da una regione all’altra. Il risultato sarà un quadro meteorologico piuttosto irregolare: schiarite alternate a cieli coperti, qualche precipitazione e un clima che cambierà sensibilmente tra il giorno e la notte.

A dominare lo scenario europeo sono due sistemi contrapposti: da una parte un robusto anticiclone, con il centro principale sulle Isole Britanniche, dall’altra un vortice ciclonico sul Mar Ionio, alimentato dall’aria fredda proveniente dal Nord Europa. L’alta pressione costringe il getto polare, il potente flusso di venti in quota che guida lo spostamento delle perturbazioni, a deviare dalla sua traiettoria abituale. Le correnti atlantiche restano così ostacolate, mentre una zona di bassa pressione si organizza tra Spagna e Francia. L’Italia si trova proprio nel mezzo di questa configurazione, con il ciclone ionico destinato a spostarsi rapidamente verso la Grecia. Lombroso chiarisce inoltre che non si tratta di una vera irruzione di gelo artico o siberiano: l’aria fredda arrivata sulla Penisola è di origine marittimo-polare, proveniente dall’area russo-scandinava.
Per martedì 3 novembre il quadro meteorologico si presenta ancora diviso. Al Nordovest prevalgono le schiarite, mentre il Nordest resta interessato da una copertura nuvolosa più compatta, con possibili pioviggini e deboli nevicate sull’Appennino emiliano-romagnolo. Sull’Alto Adriatico continua a soffiare una bora sostenuta. Al Centro si assiste a un graduale miglioramento su Toscana e Lazio, mentre Marche, Abruzzo, Molise e Umbria orientale devono ancora fare i conti con nubi e precipitazioni deboli. Sull’Appennino la neve può scendere oltre i 1.000-1.200 metri. Al Sud, soprattutto nelle prime ore della giornata, sono possibili rovesci e temporali tra Puglia, Basilicata e Campania orientale, prima di un progressivo miglioramento nel pomeriggio. L’irruzione fredda ha già lasciato il segno: in Emilia-Romagna, soprattutto nella zona di Cesena, si sono registrate anche grandinate che hanno provocato disagi e incidenti lungo l’autostrada A14.
L’ondata di maltempo ha avuto conseguenze anche sulla vita quotidiana, con diverse amministrazioni costrette a intervenire per ragioni di sicurezza. Scuole chiuse in Puglia e Abruzzo a causa delle forti piogge, dei temporali e del rischio di allagamenti. In Puglia, in vista dell’allerta arancione, numerosi Comuni, dal Foggiano al Salento, hanno disposto la sospensione delle lezioni e la chiusura di parchi e cimiteri. In Abruzzo, a Chieti, il sindaco ha ordinato la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di martedì 3 novembre. Sospese anche le attività didattiche in presenza all’Università d’Annunzio di Chieti e Pescara, con lezioni trasferite a distanza. Una decisione arrivata dopo le intense precipitazioni, gli allagamenti stradali e l’innalzamento dei livelli dei fiumi Pescara e Aterno-Sagittario, entrambi oltre la soglia di preallarme.
Mercoledì 4 novembre sarà invece caratterizzato da una diffusa nuvolosità, senza tuttavia precipitazioni generalizzate. Nel pomeriggio le piogge torneranno a interessare il Nordovest, in particolare Liguria, alta Toscana ed Emilia occidentale. Sulle Alpi occidentali sono attese nuove nevicate oltre gli 800-1.000 metri. Nel resto del Paese il tempo dovrebbe mantenersi prevalentemente asciutto, anche se il sole faticherà a conquistare spazio. Le temperature massime resteranno relativamente miti: tra 13 e 15 gradi al Nord, 16 e 18 al Centro, con punte di 20-22 gradi in Sardegna. Al Sud si potranno raggiungere i 18-20 gradi. Un apparente contrasto con l’aria fredda dei giorni precedenti, spiegato dalla presenza di nuvole e vento, che hanno limitato la dispersione del calore durante le ore notturne.
Il cambiamento più significativo arriverà tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre, quando le temperature minime cominceranno a scendere in maniera più evidente. Il cielo resterà spesso nuvoloso al Nordovest e lungo il versante tirrenico, mentre schiarite più ampie interesseranno il Nordest e le regioni adriatiche. Le precipitazioni saranno concentrate soprattutto sul Ponente ligure e sulle zone più occidentali del Paese. Giovedì sono attese piogge anche sulla Sardegna orientale, mentre venerdì potranno interessare la Sicilia occidentale. Ma sarà soprattutto il freddo notturno a farsi sentire: al Nord i termometri potranno scendere fino a 2-4 gradi, con valori localmente prossimi allo zero. Al Centro le minime oscilleranno tra 4 e 6 gradi, mentre al Sud si manterranno generalmente tra 10 e 12 gradi. Durante il giorno il clima sarà invece più mite, con massime di 13-15 gradi al Settentrione e punte fino a 20 gradi al Meridione.
La vera novità riguarderà il weekend del 7 e 8 novembre, quando la circolazione atmosferica favorirà un nuovo aumento delle temperature. Chi spera in un ritorno del sole potrebbe però restare deluso: le previsioni indicano ancora cieli prevalentemente grigi e un’atmosfera umida, soprattutto sulle regioni settentrionali. Le precipitazioni dovrebbero essere limitate, con deboli piogge e pioviggini al Nord e qualche rovescio lungo le coste tirreniche, in particolare sulla Campania. A cambiare sarà soprattutto la direzione dei venti, che tenderanno a disporsi dai quadranti meridionali, richiamando masse d’aria più miti. Le temperature torneranno così a salire, soprattutto durante la notte, dopo il calo atteso venerdì. Si profila quindi un fine settimana dal sapore decisamente autunnale: poco sole, nuvole diffuse, umidità elevata e un freddo meno intenso. Il ciclone si allontana, ma l’estate di San Martino, almeno per ora, dovrà fare i conti con un cielo ancora tutt’altro che sereno.


