
Una battaglia terribile e ingiusta. Fino all’ultimo non si sono mai arresi, perché nulla può scalfire l’amore di una madre e di un padre per il proprio figlio. Mattia, un bambino di soli otto anni, ha combattuto nell’ultimo anno una battaglia più grande di lui, circondato dall’affetto dei suoi genitori, Valeria e Gabriele, e del fratellino più piccolo, Samuele.
Una lotta che ha commosso amici e colleghi, uniti nel sostegno a questa giovane e amorevole famiglia. Tutto è iniziato con i numerosi mal di testa che non lasciavano tregua al piccolo. Gli accertamenti diagnostici avevano poi fatto precipitare i genitori in un incubo tremendo.
La terribile diagnosi
La diagnosi aveva infatti svelato la presenza di un tumore al cervello, in una posizione valutata purtroppo inoperabile da più neurochirurghi. Le prospettive di vita erano limitate a pochi mesi, dai 12 ai 18, un tempo che nessun genitore vorrebbe mai sentire scandito per il proprio figlio. Eppure, nonostante la diagnosi, Valeria e Gabriele hanno cercato ovunque una speranza. Valeria, operatrice socio-sanitaria, non si è mai data per vinta. «Cercava esperti, consultava neurochirurghi, si informava instancabilmente per capire se ci fosse un’altra strada da percorrere – raccontano le colleghe – Una persona buona, sensibile, tranquilla. Non ci ha mai dato l’impressione di arrendersi, nemmeno una volta». Anche Gabriele, autista, ha vissuto quei mesi diviso tra il lavoro e l’assistenza al figlioletto. Ma non è mai stato lasciato solo.
Una gara di solidarietà commovente
I colleghi si sono subito mobilitati, donandogli giorni di ferie per permettergli di stare accanto a Mattia. Un gesto di straordinaria solidarietà che ha superato ogni aspettativa. In totale, sono state raccolte e messe a sua disposizione 623 giornate, un patrimonio di tempo e di vicinanza. «Appena saputo, ci siamo organizzati con una banca ferie interna – racconta un collega – C’era chi donava due o tre giorni, chi anche dieci. Tutti volevano che Gabriele potesse stare con suo figlio. È sempre stato una persona buona e un padre premuroso. Una bella coppia Valeria e Gabriele, che non merita di doversi scontrare con tanto dolore».
Un sostegno che ha commosso anche i vertici dell’azienda. «La notizia del piccolo Mattia ci ha sconvolto e profondamente addolorato – ha detto il presidente – In momenti come questi le parole rischiano di sembrare vuote, ma resta la testimonianza concreta dei colleghi, che con la donazione delle giornate di ferie hanno dimostrato uno spirito di grande umanità e familiarità. A nome mio, del consiglio e di tutti i collaboratori, esprimo le più sincere condoglianze alla famiglia». Il dolore ha attraversato anche l’altro luogo di lavoro, dove Valeria lavora da circa un anno. «Un epilogo che non avremmo mai voluto sentire – hanno aggiunto le colleghe –. In questo periodo doloroso Valeria ci ha insegnato cosa significa avere forza, cosa significa cercare sempre e comunque una soluzione, anche quando tutti i pareri sembravano chiudere la porta». La storia di Mattia è la storia di un bambino che ha resistito con coraggio fino all’ultimo istante, circondato dall’amore della sua famiglia. Ed è anche la storia di una comunità che, pur non potendo cambiare il destino, ha fatto sentire la propria vicinanza con gesti concreti e silenziosi, illuminando il cammino più buio. Mattia se n’è andato all’ospedale pediatrico, dove era ricoverato. Resta il vuoto immenso della sua assenza, ma anche il ricordo luminoso di un bambino che ha portato amore, dolcezza e coraggio nella vita di chi lo ha conosciuto.


