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Famiglia nel bosco, parla Armando Carusi: “Domani pranzo nella nuova casa con Nathan, poi verrà Cate”

Pubblicato: 30/11/2025 15:23

Si sviluppa attorno a un gesto di solidarietà concreta la vicenda della famiglia Travellion-Birmingham, separata in seguito a una decisione dei giudici dell’Aquila. Un gesto raccontato da Armando Carusi in una lunga intervista a Repubblica, nella quale l’uomo rivela di aver aperto la porta della sua abitazione di Palmoli a Nathan, il padre dei bambini. “Domani pranzo nella mia casa di Palmoli con Nathan. Per un po’ diventerà casa sua”, afferma Carusi, raccontando con naturalezza un’accoglienza che appare per lui una scelta spontanea, quasi inevitabile.

A settant’anni, con una vita trascorsa tra ristorazione e ospitalità, Carusi spiega di aver gestito insieme alla famiglia il Vecchio Teatro di Ortona e di mantenere ancora un bed and breakfast accanto alla casa d’infanzia. È proprio quella casa, priva di riscaldamento a gas, rimasta com’era “con un camino in ogni stanza”, che ora si prepara a ospitare Nathan. L’uomo racconta che il padre ha già le chiavi e che la scelta sembra averlo colpito subito: “Ho visto brillare i suoi occhi quando è entrato”.

Una casa contadina per una famiglia legata alla natura

Il legame tra Nathan e l’abitazione emerge anche da piccoli dettagli, come l’interesse per lo strumento in legno utilizzato un tempo per filare la lana. Carusi spiega che l’uomo è “un amante delle civiltà contadine”, una passione che si riflette anche nello stile di vita adottato dalla famiglia, fatta di scelte essenziali e di un rapporto stretto con il territorio.

Nell’intervista, Carusi conferma che la moglie di Nathan, Catherine, attualmente ospitata con i figli in una struttura protetta di Vasto, potrà raggiungere la nuova casa, distante appena mezz’ora. La donna, però, non vuole allontanarsi a lungo dai bambini e farà tutto “in giornata”. L’abitazione — quattro stanze dedicate alla memoria della madre di Carusi, Gemma — conserva un’impostazione rurale, compreso un bagno a secco che “piace a Nathan”.

Se l’allaccio a luce e acqua rappresenta un nodo per la famiglia, il nuovo ospite potrà utilizzare il pozzo, di cui Carusi racconta con orgoglio la storia antica di sette secoli. Accanto alla casa, il proprietario coltiva anche un orto che immagina di poter curare insieme a Nathan.

Un comodato temporaneo per un ritorno alla normalità

L’accordo, messo per iscritto come richiesto dal Tribunale dei minorenni, prevede un comodato d’uso di due mesi. Un tempo che, nelle parole di Carusi, potrà essere sufficiente per permettere alla famiglia di ristrutturare il proprio casolare nel bosco. L’alloggio offerto, 90 metri quadrati recentemente ristrutturati e circondati da un giardino con porticato, ha caratteristiche che segnano un miglioramento temporaneo delle condizioni di vita dei Travellion-Birmingham, pur mantenendo la sobrietà che la famiglia ricerca.

Gli animali — il cavallo e il mulo — resteranno invece nella stalla di Contrada Mondola, per evitare stress legati allo spostamento. La posizione della nuova abitazione, collocata tra Palmoli e il rustico di Nathan, dovrebbe consentire all’uomo di muoversi agevolmente tra i diversi luoghi della sua quotidianità.

Il valore umano dietro la scelta

Alla domanda sul perché abbia deciso di offrire la casa in cui è nato, Carusi risponde richiamando una sensibilità condivisa: “Siamo stati colpiti tutti da questa storia, vedere bimbi separati a forza fa molto male”. Racconta anche di aver vissuto un’infanzia simile a quella che la famiglia Travellion-Birmingham ha scelto per sé, priva di agi e confort moderni: per questo dice di non scandalizzarsi del loro stile di vita.

La speranza finale è semplice ma carica di significato: che la famiglia possa riunirsi, magari proprio nel periodo natalizio. “Spero che, magari per Natale, papà e mamma possano riunirsi qui con tutta la famiglia”, conclude Carusi. Un desiderio che racchiude il senso dell’intera vicenda: offrire un rifugio temporaneo, ma soprattutto un gesto di umanità in un momento difficile.

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