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Autovelox, la novità: ecco la lista completa di quelli validi. Cosa fare in caso di multe

Pubblicato: 30/11/2025 17:48

Dal 28 novembre è disponibile online l’elenco ufficiale degli autovelox validi in Italia, a seguito del completamento del censimento nazionale dei dispositivi promesso dall’ex ministro Matteo Salvini. La scadenza per l’invio dei dati da parte di enti locali e forze dell’ordine era fissata al 28 novembre 2025. Tramite la piattaforma telematica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), ogni amministrazione doveva indicare per ciascun dispositivo: marca, modello, versione, matricola se presente, estremi del decreto di approvazione o omologazione, collocazione chilometrica e direzione di marcia.
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I Comuni che non hanno rispettato i termini hanno dovuto spegnere gli apparecchi da ieri: le multe elevate attraverso dispositivi non registrati potranno essere annullate. Tutti i dati trasmessi sono consultabili sul sito del Ministero, garantendo così maggiore trasparenza e certezza giuridica per gli automobilisti. La piattaforma sarà aggiornata continuamente, includendo nuovi dispositivi, spostamenti, rimozioni e rettifiche inviate dagli enti locali.

La genesi della normativa e il ruolo della Cassazione

La questione affonda le radici in un pronunciamento della Cassazione dell’aprile 2024, che stabilì che le multe rilevate da apparecchi non omologati, ma solo approvati, non sono valide. In teoria, sarebbero validi solo i dispositivi attivi dall’agosto 2017 in poi. Secondo il Codacons, quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili risulterebbero approvati prima del 2017, senza omologazione completa, generando un numero enorme di ricorsi da parte degli automobilisti.

Ogni amministrazione ha dunque dovuto registrare su piattaforma telematica tutte le informazioni tecniche e amministrative: marca, modello, versione, numero di matricola, estremi del decreto di approvazione o omologazione MIT, collocazione chilometrica, direzione di marcia e ente titolare del dispositivo (Comune, Provincia, Regione). L’obiettivo del Ministero è garantire maggiore trasparenza nella gestione degli strumenti di rilevazione della velocità, evitando contestazioni e verbali illegittimi.

I dati reali sugli autovelox in Italia

Secondo i dati raccolti da Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale) e Alg (Associazione Lorenzo Guarnieri), l’Italia conta oggi 3.625 dispositivi di controllo della velocità, tra fissi, mobili e in movimento. I dispositivi fissi, tutti autorizzati dai Prefetti, sono 3.038, quelli sotto la Polizia Stradale 586, compresi i tutor autostradali, mentre l’Arma dei Carabinieri ha censito un solo apparato a Segonzano, in Trentino.

Questi numeri smentiscono dati precedenti diffusi dai media, che parlavano di 11.000 o 13.000 autovelox, facendo credere che l’Italia fosse il paese con il maggior numero di controlli al mondo. Come sottolineano Giordano Biserni (Asaps) e Stefano Guarnieri (Alg), “dovevamo essere i campioni del mondo degli autovelox, ma i dati reali offrono una visione molto diversa, simile a quella della nazionale di calcio a rischio qualificazione”.

Implicazioni per automobilisti e autorità

Da oggi, chi utilizzerà apparati non censiti produrrà verbali illegittimi, offrendo agli automobilisti possibilità concrete di contestazione. L’elenco ufficiale consente di verificare la regolarità di ogni autovelox, dando maggiore tutela giuridica e trasparenza nella gestione delle sanzioni per eccesso di velocità. Secondo le associazioni, questa pubblicazione corregge distorsioni precedenti e ridimensiona la percezione di un’“Italia invasa dagli autovelox”, portando chiarezza sulle reali dimensioni e distribuzione dei dispositivi di controllo della velocità sul territorio nazionale.

Il nuovo database rappresenta quindi uno strumento cruciale sia per le autorità locali e centrali, sia per i cittadini, consentendo una gestione più sicura, trasparente e legittima dei controlli stradali.

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