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Attivisti italiani aggrediti da coloni israeliani, il racconto drammatico: “Picchiati con violenza e accanimento”

Pubblicato: 30/11/2025 18:44

Un grave episodio di violenza in Cisgiordania ha colpito all’alba di oggi il villaggio di Ein Al-Duyuk, nella Valle del Giordano, area nominalmente sotto pieno controllo civile e militare palestinese. Quattro volontari internazionali – tre italiani e un canadese – sono stati brutalmente aggrediti e derubati da un gruppo di circa dieci coloni israeliani, confermando la persistente escalation di episodi violenti nei territori occupati.
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Secondo quanto riportato dagli attivisti, l’assalto è avvenuto intorno alle 4:30 del mattino, mentre il gruppo dormiva presso l’abitazione di una famiglia palestinese. “Il bersaglio principale è stato l’unico uomo del gruppo, picchiato con estrema violenza, con colpi anche nella zona genitale. Noi donne siamo state colpite alla testa, alle costole e in faccia, riportando tumefazioni evidenti”, hanno raccontato gli attivisti. Prima di allontanarsi, i coloni hanno rubato passaporti, telefoni, carte di credito e effetti personali, intimando: “Non tornate più”.

Intervento e soccorso della comunità locale

Poco dopo l’attacco, una famiglia palestinese del villaggio è intervenuta per soccorrere gli attivisti. “Hanno illuminato i coloni con le torce, ma loro hanno caricato i fucili e sono stati aggrediti con il lancio di pietre”, hanno spiegato i volontari. Solo dopo la fuga dei coloni, la comunità locale ha potuto fornire supporto e trasporto agli attivisti verso ospedali di Gerico, dove hanno ricevuto cure mediche. Attualmente, i volontari si trovano nelle loro abitazioni a Ramallah.

L’episodio di Ein Al-Duyuk segue altri attacchi simili, tra cui quello contro un cittadino italiano a Masafer Yatta nel luglio 2024, e si inserisce in un contesto di continui assalti ai palestinesi da parte dei coloni, spesso protetti dalle forze di sicurezza israeliane. “Pecore rubate, pannelli solari distrutti, invasioni nelle case: tutto fa parte di una strategia mirata a spossessare i palestinesi della loro terra”, hanno sottolineato gli attivisti.

Violenza mirata e intimidazione

Secondo gli attivisti, l’attacco non è casuale, ma fa parte di un modello consolidato di intimidazione della solidarietà internazionale. I coloni e le forze israeliane mirano a svuotare le aree non urbane dalla presenza palestinese, consolidando il controllo sui territori occupati. Gli attivisti hanno sottolineato come la violenza quotidiana sia una realtà costante per le comunità palestinesi e hanno ribadito la loro determinazione a rimanere sul territorio.

“Non ci facciamo intimidire dalla violenza dei coloni. Questa violenza non è un’eccezione, ma rappresenta la vita quotidiana dei palestinesi”, hanno dichiarato i volontari. Hanno inoltre lanciato un appello ai governi italiano e occidentali affinché interrompano la complicità con lo stato israeliano e garantiscano una protezione reale e continuativa ai palestinesi.

Richiesta di protezione internazionale

L’episodio di Ein Al-Duyuk riaccende l’attenzione sulla necessità di una protezione internazionale urgente per le comunità palestinesi. Gli attivisti sottolineano che la solidarietà internazionale non deve limitarsi a casi in cui siano coinvolti cittadini stranieri, ma deve porsi come priorità la tutela dei diritti dei palestinesi nella loro terra.

Le autorità locali hanno denunciato più volte l’escalation dei coloni e la mancanza di interventi efficaci da parte delle forze israeliane. La comunità internazionale è chiamata ora a monitorare la situazione e a garantire misure concrete di protezione, evitando che episodi di violenza come quello di Ein Al-Duyuk rimangano impuniti e continuino a minare la sicurezza e la sopravvivenza delle popolazioni palestinesi.

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