Vai al contenuto

Firenze, chi erano Franco e Gianna: una carneficina. Cosa è successo

Pubblicato: 30/11/2025 22:19

Nel quartiere di Gavinana, a Firenze, una palazzina anonima di via Orsini è diventata il centro di un caso che sconvolge la città: i coniugi Franco Giorgi e Gianna Di Nardo sono stati trovati morti nel loro appartamento, con profonde ferite da arma da taglio e tracce di sangue in più stanze. Gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi, ma al momento la più accreditata è quella dell’omicidio suicidio, un dramma familiare che arriva a pochi giorni di distanza da un altro caso simile che ha visto protagonista l’ex ufficiale dell’aeronautica Antonio Iacobellis e la compagna Stefania Terrosi. Anche in questo nuovo episodio la dinamica appare violenta, con una scena definita agghiacciante da chi l’ha vista, e una comunità intera che ora cerca di capire cosa possa essere accaduto tra le mura di quella casa.

L’antiquario di via de’ Serragli e la moglie ex dipendente comunale

Le vittime, Franco Giorgi e Gianna Di Nardo, erano due figure molto conosciute nell’ambiente cittadino. Lui, antiquario di lungo corso, era titolare della galleria che porta il suo nome in via de’ Serragli, nel cuore di Firenze. Un’attività storica, fondata nel 1853 dal trisavolo Tommaso Giorgi e tramandata di padre in figlio fino ai giorni nostri, sopravvissuta anche ai danni dell’alluvione del 1966 grazie all’impegno del padre di Franco, Giorgio Giorgi, che riuscì a salvare e rilanciare l’azienda. Nel tempo la ditta aveva ampliato la propria attività, affiancando ai mobili d’arte anche il commercio di arredi moderni, come le celebri sedie Thonèt, di cui aveva ottenuto la rappresentanza, diventando un punto di riferimento per collezionisti e appassionati.

Accanto a lui, nella vita privata, c’era Gianna Di Nardo, ex dipendente comunale in pensione, descritta da chi la conosceva come una donna stimata e benvoluta. La coppia viveva da tempo nell’appartamento di via Orsini, una casa in una palazzina del Novecento nel quartiere di Gavinana, dove i vicini li vedevano come una presenza discreta, senza particolari segnali di tensione visibili dall’esterno. Proprio questo apparente equilibrio rende ancora più difficile, per chi li conosceva, immaginare cosa possa aver portato a un epilogo così violento, dentro uno spazio domestico che all’arrivo dei soccorsi è apparso completamente segnato dalla furia dell’aggressione.

Le ferite, la casa nel sangue e il figlio che dà l’allarme

Secondo le prime ricostruzioni, i coniugi sono stati trovati entrambi con profonde ferite da arma da taglio, in un appartamento dove il sangue era presente in più stanze, come se l’aggressione si fosse sviluppata in diversi punti della casa, con movimenti, tentativi di fuga o di difesa. È proprio questa dinamica, unita alla violenza delle lesioni, a rendere complesso il lavoro degli investigatori, che non escludono nessuna pista ma valutano con attenzione l’ipotesi dell’omicidio suicidio, pur riconoscendone le modalità particolarmente efferate. Gli inquirenti dovranno ora capire chi abbia colpito per primo, come si sia sviluppata la colluttazione e se esistano elementi, anche nella vita recente della coppia, in grado di spiegare un simile gesto.

A dare l’allarme è stato il figlio della coppia, un uomo di 35 anni, che nel primo pomeriggio di domenica 30 novembre, intorno alle 14.30, ha chiamato i carabinieri e il 118 dopo aver trovato i genitori in condizioni gravissime all’interno dell’abitazione. All’arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorritori, però, per Franco Giorgi e Gianna Di Nardo non c’era già più nulla da fare: i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Saranno ora gli accertamenti tecnici, gli esami medico-legali e le indagini sulla sfera privata e familiare dei coniugi a dover chiarire se davvero ci si trovi di fronte all’ennesimo caso di omicidio suicidio o se, dietro la tragedia di via Orsini, si nasconda una verità ancora più complessa.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure