
L’attesa è un tempo sospeso, una linea sottile che separa la normalità dall’abisso. Per quasi due ore, un uomo è rimasto seduto nell’ombra di un porticato, immobile come una statua di sale mentre il mondo intorno continuava a scorrere con la solita frenesia quotidiana. Tra il fumo di una sigaretta che si consumava pigramente tra le dita e lo schermo retroilluminato di un cellulare, nessuno avrebbe potuto scorgere il presagio della violenza.
Era una presenza discreta, quasi invisibile, che osservava i passanti e il traffico della provinciale con la freddezza di chi ha già deciso il destino altrui. In quegli istanti, il ticchettio dell’orologio scandiva non i minuti, ma la preparazione di un atto irrevocabile, nascosto dietro una calma apparente e una tanica di plastica lasciata ai piedi del tavolino. Poi, la quiete è stata improvvisamente frantumata dal lampo dell’acciaio.
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Aggressione mortale a Ponte Zanano
Il sangue ha macchiato l’asfalto di Ponte Zanano, frazione di Sarezzo, davanti al bar Bellavista. La vittima, Andrei Zakabluk, 55enne residente a Gardone Valtrompia, stava transitando davanti al locale quando è stato sorpreso dalla furia di Artenie Pirau. Il 32enne moldavo, armato di un coltello da cucina, ha sferrato diversi colpi mirando alle gambe dell’uomo.
Uno dei fendenti ha reciso l’arteria femorale, provocando un’emorragia rivelatasi fatale in pochi istanti. Nonostante un disperato tentativo di rialzarsi, Andrei è crollato a terra davanti agli occhi della figlia e dei testimoni presenti. L’intera sequenza dell’omicidio è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza interna del bar, che ora sono al vaglio degli inquirenti.

Tentato rogo e panico nel locale
Subito dopo l’accatellamento, Pirau ha messo in atto un piano ancora più inquietante. Brandendo una tanica di benzina che aveva tenuto nascosta durante l’attesa, è entrato nel bar con la sigaretta ancora accesa. Il suo intento era quello di dare fuoco alla struttura, versando il combustibile sul pavimento tra il terrore dei presenti.
Prima di dileguarsi, l’aggressore avrebbe persino minacciato un giovane per riprendersi il cellulare lasciato sul tavolino. La scena è stata descritta come un momento di puro panico, con la figlia della vittima che cercava disperatamente di soccorrere il padre mentre l’assassino si allontanava con freddezza dal luogo del delitto.
Arresto e confessione ai carabinieri
La fuga di Artenie Pirau si è conclusa poco dopo a Villa Carcina. L’uomo si è presentato spontaneamente ai carabinieri insieme alla fidanzata, la quale avrebbe confermato le responsabilità del compagno indicando i litigi pregressi come causa scatenante. L’arma utilizzata per l’aggressione è stata successivamente rinvenuta in un cassonetto dei rifiuti.
Il magistrato ha disposto l’arresto con l’accusa di omicidio aggravato. Il 32enne è stato condotto in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Le indagini si concentrano ora sulla ricostruzione esatta dei rapporti tra i due, per confermare la premeditazione di quello che appare a tutti gli effetti come un agguato studiato nei minimi dettagli.

Rancori pregressi e testimonianza della vedova
Alla base della tragedia ci sarebbero tensioni mai sopite. Lo scorso giugno, Pirau era stato coinvolto in una rissa nello stesso luogo, venendo ferito a un piede da un colpo di pistola esploso a scopo intimidatorio. La moglie della vittima, Olena, ha puntato il dito contro l’indole violenta del giovane: “Era un delinquente, lo avevamo cacciato dal locale e questa è stata la sua vendetta”.
Il dolore della famiglia è straziante. Sotto la pioggia battente che lava le tracce della tragedia, la figlia della vittima continua a pulire l’asfalto in un gesto simbolico di disperazione. La comunità della Valtrompia resta sotto shock per un delitto consumato con una ferocia tale da sconvolgere la routine di una tranquilla frazione di provincia.


