
Il buio della galleria è stato squarciato all’improvviso dal fascio di luce bianca di un treno in corsa, un boato sordo che ha interrotto bruscamente il silenzio di quel passaggio sotterraneo. In sella alla sua bicicletta, una sagoma solitaria avanzava lungo i binari, sfidando un pericolo invisibile ma imminente, nel cuore di un tunnel che non lasciava alcuna via di fuga laterale. Le ruote del velocipede scorrevano incerte sulla ghiaia e sul metallo, mentre le pareti di roccia amplificavano il fragore del convoglio che si avvicinava inesorabile alle sue spalle. Un istante dopo, il rumore stridente dei freni metallici ha tentato inutilmente di opporsi all’inerzia del mezzo pesante, ma l’impatto è stato inevitabile e violento, spegnendo per sempre ogni suono e lasciando dietro di sé solo il sibilo dell’aria compressa e il tragico presagio di una vita spezzata nell’oscurità più profonda.
Ricostruzione del tragico evento
Un grave incidente si è verificato lungo i binari della Circumvesuviana, scuotendo profondamente la comunità della Penisola Sorrentina e causando il blocco totale del trasporto ferroviario verso Sorrento. Un uomo, la cui identità non è stata ancora accertata dalle autorità competenti, è stato travolto e ucciso da un convoglio in transito mentre percorreva a bordo di una bicicletta una galleria ferroviaria situata nei pressi della località Scrajo Terme. L’impatto, avvenuto nel territorio comunale di Vico Equense, è risultato fatale e ha reso vano ogni tentativo di soccorso da parte del personale sanitario giunto tempestivamente sul luogo della tragedia.
La tragedia si è consumata in un tratto particolarmente insidioso della linea ferroviaria, caratterizzato dalla presenza di tunnel che rendono la visibilità estremamente ridotta per i macchinisti dei treni. Secondo le prime informazioni raccolte, la vittima stava transitando all’interno della galleria proprio nel momento in cui il convoglio della Circumvesuviana sopraggiungeva a velocità di crociera. Il conducente del mezzo non avrebbe avuto il tempo materiale per azionare il sistema di frenata d’emergenza ed evitare l’impatto con il ciclista, che si trovava in una zona assolutamente vietata al transito pedonale e ciclabile. Le condizioni del corpo hanno reso inizialmente impossibile il riconoscimento dell’uomo, che non portava con sé documenti di identità al momento del sinistro.
Intervento delle autorità e indagini
Subito dopo l’allarme, lanciato dal personale di bordo dell’EAV, sono intervenuti sul posto i Carabinieri di Vico Equense per dare inizio ai rilievi necessari a fare piena luce sull’accaduto. I militari dell’arma hanno isolato l’area del ritrovamento per permettere ai medici legali di effettuare i primi esami esterni sulla salma e per raccogliere ogni elemento utile alla identificazione del soggetto. Gli investigatori stanno lavorando per comprendere come l’uomo sia riuscito ad accedere alla sede ferroviaria con una bicicletta e perché si trovasse all’interno di un tunnel così pericoloso. Ogni dettaglio viene analizzato con estrema attenzione per ricostruire con precisione millimetrica gli ultimi istanti di vita del ciclista prima del violento scontro con il treno.
Al momento le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo e non escludono alcuna pista investigativa riguardo alle motivazioni che hanno portato la vittima sui binari. Se da un lato si valuta la possibilità di una tragica fatalità o di un errore di percorso da parte di una persona che potrebbe aver smarrito la strada, dall’altro gli inquirenti prendono seriamente in considerazione l’ipotesi del suicidio. Resta infatti difficile spiegare la presenza di un velocipede all’interno di una galleria ferroviaria attiva senza ipotizzare una precisa volontà o uno stato di grave confusione. Le testimonianze del macchinista e l’eventuale presenza di telecamere di sorveglianza nelle stazioni limitrofe saranno determinanti per stabilire se si sia trattato di un gesto estremo o di un incidente imprevedibile.
Disagi e sospensione della circolazione
L’evento ha avuto ripercussioni pesantissime sulla mobilità dell’intera area costiera, portando alla immediata sospensione della circolazione dei treni su gran parte della tratta. L’interruzione del servizio si è resa necessaria per consentire la rimozione del corpo e lo svolgimento delle attività peritali previste dalla legge in caso di omicidio colposo o eventi simili. Centinaia di pendolari e turisti sono rimasti bloccati nelle stazioni di Castellammare di Stabia, Vico Equense e Sorrento, creando situazioni di forte disagio in una zona già messa a dura prova dal traffico veicolare. L’azienda di trasporti ha cercato di limitare i danni attivando servizi sostitutivi, ma la complessità delle operazioni di recupero all’interno della galleria ha prolungato notevolmente i tempi di ripristino della linea.


