
L’Ucraina rafforza il proprio apparato militare puntando su una strategia di riarmo che combina cooperazione industriale europea e forniture di mezzi pesanti da alleati extra-Ue. Nelle ultime ore Kiev ha annunciato nuovi accordi con la Germania per oltre 1,2 miliardi di euro, con un focus su difesa aerea, droni e artiglieria, mentre dall’Australia è arrivata la conferma della consegna finale di 49 carri armati M1A1 Abrams, trasferiti in Europa e avviati verso il fronte ucraino.
Ucraina, gli accordi con la Germania: droni, ricambi per i Patriot e artiglieria
L’Ucraina ha siglato una serie di nuovi accordi di difesa con partner industriali tedeschi per un valore complessivo superiore a 1,2 miliardi di euro, ampliando la cooperazione nei settori della difesa aerea, della produzione di artiglieria, dei droni e della guerra elettronica. A renderlo noto è stato il ministro della Difesa ucraino Denys Shmyhal, precisando che le intese sono il risultato diretto degli accordi politici raggiunti tra il presidente Volodymyr Zelenskyy e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Nel quadro più ampio del sostegno tedesco, Berlino si è impegnata a stanziare 11,5 miliardi di euro nel 2026 a favore dell’Ucraina. I nuovi contratti firmati riguardano aree prioritarie per la tenuta operativa delle forze armate ucraine e per la resilienza sul campo di battaglia.
Un primo capitolo riguarda le forniture a lungo termine di pezzi di ricambio per i sistemi Patriot, fondamentali per consentire alle forze ucraine di riparare, modernizzare e rimettere rapidamente in funzione le batterie di difesa aerea, costantemente sollecitate dagli attacchi missilistici e dai droni russi.
Sul fronte dei sistemi senza pilota, la Germania acquisterà droni di produzione ucraina per 200 milioni di euro, rafforzando una filiera industriale nazionale considerata strategica da Kiev per contenere l’avanzata nemica e aumentare le perdite avversarie.
Il progetto economicamente più rilevante riguarda la produzione di artiglieria: Ucraina e Germania hanno concordato la realizzazione di 200 obici semoventi Bohdana, montati su un nuovo telaio Zetros, per un valore complessivo di 750 milioni di euro. I sistemi sono destinati a migliorare mobilità, supporto in prima linea e capacità di fuoco dell’esercito ucraino.
Gli accordi includono anche la produzione congiunta dei droni “Linza”, sviluppati dalla società ucraina Frontline Robotics in collaborazione con la tedesca Quantum Systems, nell’ambito dell’iniziativa Build with Ukraine. Questi velivoli sono pensati per potenziare le capacità di ricognizione tattica delle unità impegnate sul fronte.
Completano il pacchetto i contratti per la fornitura continuativa di nuovi sistemi di guerra elettronica a livello tattico, destinati a contrastare comunicazioni, navigazione e droni nemici. Shmyhal ha ringraziato pubblicamente il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, sottolineando l’importanza del trasferimento di due sistemi Patriot e del nono IRIS-T, giudicati cruciali per la protezione delle città ucraine e per il rafforzamento della sicurezza europea.
Ucraina, fornitura di carri armati dall’Australia
Parallelamente al rafforzamento industriale europeo, l’Ucraina riceve un contributo significativo anche dall’Australia, che ha completato la consegna di 49 carri armati M1A1 Abrams. Un convoglio dei mezzi corazzati è arrivato in una località classificata in Polonia, segnando la fase finale di un’operazione logistica rimasta segreta per mesi.
Le Forze di Difesa Australiane (ADF) hanno autorizzato l’accesso ai media solo al termine della missione. L’ultima tranche di 12 carri armati ha lasciato il porto di Geelong a ottobre, affrontando un viaggio marittimo di 55 giorni verso l’Europa, accompagnata da personale militare australiano.
Una volta giunti in Polonia, i mezzi sono stati trasferiti in un sito sicuro, dove un team ADF ha allestito una struttura di manutenzione temporanea per effettuare ispezioni complete su torretta, sistemi d’arma, ottiche e cingoli, in vista della consegna finale all’esercito ucraino.
Secondo il comando australiano, la segretezza dell’operazione è stata essenziale per non compromettere la sicurezza delle operazioni militari ucraine. I primi 37 carri armati erano già arrivati a luglio, mentre gli ultimi sono stati consegnati nelle ultime settimane, completando l’impegno annunciato da Canberra nel 2024.
I carri M1A1 Abrams, prodotti negli Stati Uniti e in servizio in Australia da circa vent’anni, erano destinati alla dismissione e hanno richiesto l’approvazione di Washington per il trasferimento, in base alle norme sul commercio internazionale di armamenti. Le autorità statunitensi avevano espresso in passato perplessità sui costi e sulla complessità manutentiva del mezzo in un contesto come quello ucraino.
Il dibattito sulla efficacia dei carri armati in un conflitto dominato dai droni resta aperto. Secondo gli analisti, l’Abrams rimane uno dei mezzi più avanzati al mondo, ma presenta vulnerabilità che Kiev dovrebbe mitigare attraverso modifiche e protezioni aggiuntive, come corazzature a gabbia e pannelli reattivi. Dopo i controlli finali in Polonia, gli ultimi carri armati sono stati trasferiti su rotaia in Ucraina, segnando un ulteriore passo nel rafforzamento delle capacità terrestri di Kiev in una guerra che continua a dipendere in modo decisivo dal sostegno militare internazionale.


