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AfD sotto accusa in Germania: interrogazioni parlamentari e sospetti di favorire Mosca

Pubblicato: 23/12/2025 11:17

Un uso “anomalo” delle interrogazioni parlamentari, un interesse insistente per infrastrutture sensibili e sicurezza nazionale, e il sospetto che tutto questo possa avvantaggiare l’intelligence russa. È il quadro tracciato da Politico in una lunga inchiesta che ha acceso il dibattito nel parlamento federale tedesco e nei Länder, con particolare riferimento alla Turingia, roccaforte elettorale di Alternativa per la Germania (AfD).
Al centro della vicenda c’è Ringo Mühlmann, politico di estrema destra ed ex agente di polizia, accusato dagli avversari di utilizzare il proprio ruolo istituzionale per sollevare questioni che toccano difesa, trasporti militari e sicurezza anti-drone, temi considerati estremamente sensibili nel contesto della guerra in Ucraina.

Le interrogazioni su droni e trasporti militari

Sfruttando i diritti garantiti ai deputati regionali, Mühlmann ha presentato numerose richieste formali al governo della Turingia. Tra queste, interrogazioni dettagliate sui trasporti militari occidentali diretti in Ucraina, chiedendo dati suddivisi per anno, tipologia di trasporto, numero di transiti e fermate note.
In un’altra serie di domande, concentrate in particolare nel mese di giugno, il parlamentare AfD ha sollecitato informazioni sui sistemi di difesa contro i droni utilizzati o conosciuti dalla polizia regionale, inclusi jammer, reti di intercettazione e dispositivi a impulsi elettromagnetici. Proprio la polizia della Turingia è responsabile del contrasto ai droni sospettati di attività di spionaggio.
Secondo i critici, questo insieme di interrogazioni rischia di comporre un quadro informativo che, anche senza dati classificati, potrebbe risultare prezioso per attori ostili.

Le accuse: “Un favore al Cremlino”

Le iniziative di Mühlmann hanno alimentato accuse pesanti. Il ministro dell’Interno della Turingia, Georg Maier (SPD), ha parlato apertamente di un’impressione inquietante: quella di un’AfD che, attraverso le sue inchieste, sembrerebbe eseguire compiti utili al Cremlino.
Maier ha sottolineato come l’attenzione dell’AfD per temi geopolitici e di sicurezza nazionale appaia fuori contesto rispetto alle competenze di un parlamento regionale. Una valutazione condivisa da altri esponenti centristi, che vedono in questa strategia una forma di guerra ibrida indiretta, condotta sul piano istituzionale.
Anche a livello federale le critiche non mancano. La deputata dei Verdi Irene Mihalic ha definito l’AfD un vero e proprio “cavallo di Troia” di Vladimir Putin all’interno del sistema politico tedesco.

Le difese dell’AfD e di Mühlmann

Dal canto suo, l’AfD respinge con forza ogni accusa. Tino Chrupalla, uno dei leader nazionali del partito, ha definito le critiche “insinuazioni perfide”, sostenendo che le interrogazioni rispondano a preoccupazioni legittime dei cittadini, in particolare rispetto ai movimenti militari visibili sulle autostrade.
Anche Mühlmann nega qualsiasi legame con Mosca o l’esistenza di una presunta “lista di incarichi” russa. Anzi, ribalta l’argomento: secondo lui, non spetta al parlamentare autocensurare le domande, ma al governo decidere quali informazioni possano essere divulgate senza mettere a rischio la sicurezza nazionale.

L’allarme degli apparati di sicurezza

Una posizione che non convince gli esperti. Marc Henrichmann, deputato conservatore e presidente di una commissione speciale del Bundestag che vigila sui servizi segreti, ha chiarito che il problema non risiede nella singola interrogazione, ma nell’accumulo sistematico di richieste.
Incrociando dati apparentemente innocui, ha spiegato, è possibile ricostruire rotte, modalità e volumi dei flussi militari e umanitari verso l’Ucraina. Un rischio tanto più elevato quanto maggiore è il numero di interrogazioni su temi affini.

I numeri: un uso massiccio delle interrogazioni

I dati rafforzano le preoccupazioni. Secondo un’analisi di Der Spiegel, dal 2020 l’AfD ha presentato oltre 7.000 interrogazioni legate alla sicurezza, più di qualsiasi altro partito. In Turingia, dove l’AfD è classificata dai servizi di intelligence locali come gruppo estremista, il partito ha depositato quasi il 70% di tutte le interrogazioni della legislatura. Anche al Bundestag il quadro è simile: oltre il 60% delle inchieste parlamentari sulla sicurezza proviene dai banchi dell’AfD.

Una strategia politica consolidata

Secondo gli studiosi, non si tratta di una novità. Fin dall’ingresso nel Bundestag nel 2017, l’AfD ha utilizzato le interrogazioni come strumento per saturare l’amministrazione, raccogliere informazioni e monitorare avversari politici. Una strategia che, nel contesto attuale, assume una dimensione più problematica.
Come osserva il politologo Jakub Wondreys, la motivazione ultima conta relativamente: che l’AfD agisca per convinzione ideologica filo-Cremlino o per contatti diretti, l’effetto è lo stesso. L’indebolimento potenziale della sicurezza nazionale tedesca.

Un caso destinato a pesare sul dibattito politico

La vicenda Mühlmann riapre una questione più ampia sul confine tra controllo parlamentare e sicurezza dello Stato, soprattutto in una fase storica segnata dalla guerra in Ucraina e dal ritorno della competizione tra grandi potenze. Per Berlino, il caso AfD non è solo un problema politico, ma un test sulla resilienza delle istituzioni democratiche di fronte a strategie che sfruttano le regole per metterle alla prova.

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