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Crans-Montana, il dramma della terza D: “Quattro studenti ricoverati, la classe sotto shock”

Pubblicato: 04/01/2026 08:52

Il dramma di quattro ragazzi, amici tra i banchi di scuola e nella vita quotidiana, è diventato il dolore di un intero istituto: il liceo Virgilio di Milano. Da giorni la comunità scolastica vive ore di angoscia e attesa per le condizioni di Francesca, Sofia, Leonardo e Kean, studenti della terza D, rimasti gravemente feriti nell’incendio di Crans-Montana durante la festa di Capodanno al locale Le Constellation.

I quattro adolescenti, due ragazze e due ragazzi tra i 15 e i 16 anni, sono rimasti coinvolti nel rogo che ha segnato in modo indelebile la notte nella località sciistica svizzera. Tutti hanno riportato ustioni gravi e sono stati ricoverati in diversi ospedali, mentre famiglie, compagni e docenti seguono con apprensione ogni aggiornamento.

Con loro avrebbero dovuto partire anche altri due studenti del Virgilio, amici invitati dalla famiglia di Francesca. Il viaggio è però saltato all’ultimo momento, per motivi di salute, evitando loro di trovarsi coinvolti nella tragedia che ha colpito il gruppo.

Nel primo pomeriggio, Sofia è arrivata all’ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per il trasferimento dei feriti italiani quando le condizioni cliniche lo consentono. Poche ore dopo è giunta anche Francesca, trasferita dall’ospedale di Zurigo dopo un primo periodo in cui era stata giudicata non trasportabile a causa della gravità delle ustioni.

Con l’arrivo delle due ragazze, sono diventati nove i giovani ricoverati al Niguarda. Molti di loro sono ragazzi che, pur non frequentando lo stesso liceo, si conoscono da tempo perché le rispettive famiglie hanno una casa a Crans-Montana, come nel caso di Giuseppe, il primo ad essere trasferito a Milano.

Restano invece ancora in Svizzera gli altri due studenti del Virgilio, Kean e Leonardo, che hanno riportato ustioni particolarmente serie, soprattutto al viso. I due ragazzi sono intubati e non possono parlare; saranno trasferiti a Milano non appena le loro condizioni lo permetteranno.

Nel frattempo, l’attenzione si concentra anche sul supporto psicologico. Alla riapertura della scuola, prevista per il 7 gennaio, una squadra di psicologi affiancherà studenti e insegnanti per affrontare il trauma. «Stiamo cercando di attivare tutte le iniziative possibili», ha spiegato il preside Roberto Garrone, annunciando anche incontri dedicati a docenti e genitori.

L’obiettivo degli specialisti sarà quello di attenuare il trauma, rafforzando la capacità di reagire a un evento così violento. «Il dolore non si può cancellare, ma si può imparare a gestirlo», spiegano fonti vicine alla scuola, che si prepara a un rientro carico di emozioni.

In queste ore restano attive anche le chat di classe, con genitori e studenti costantemente in contatto per condividere informazioni, aggiornamenti e messaggi di vicinanza. Un filo diretto che tiene unita una comunità scolastica segnata, ma determinata a non lasciare soli i suoi ragazzi.

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Ultimo Aggiornamento: 04/01/2026 08:54

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