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Italia in lutto, addio al pilastro dell’informazione. L’annuncio doloroso

Pubblicato: 22/01/2026 22:16

Il mondo del giornalismo d’autore perde una delle sue penne più nobili e coraggiose. Nella notte si è spento Maurizio Chierici, storico inviato speciale e testimone oculare dei grandi stravolgimenti che hanno segnato il secolo scorso. Nato a Collecchio nel 1936, Chierici ha incarnato quel giornalismo di razza capace di coniugare la precisione del cronista alla profondità dell’analista, partendo dalla sua Parma per raggiungere gli angoli più remoti e martoriati del pianeta. La sua avventura iniziò con una “bugia bianca” raccontata al padre: iscritto ufficialmente a Economia e Commercio, passava in realtà le sue giornate a scrivere per la Gazzetta di Parma come critico cinematografico, alimentando una curiosità insaziabile che lo avrebbe portato, dal 1974, a diventare un pilastro del Corriere della Sera.

Per oltre tre decenni, Chierici è stato gli occhi dell’Italia nel mondo. Ha raccontato per quindici anni il Medio Oriente, immergendosi poi nelle realtà complesse dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia, seguendo le tracce della Via della Seta e le cicatrici del Vietnam. Testimone di conflitti a partire dal 1967, ha attraversato la storia senza mai indietreggiare davanti al pericolo, guidato da quella passione che era nata leggendo avidamente i quattro o cinque quotidiani che il padre portava a casa ogni giorno. Dopo la lunga stagione al Corriere, la sua firma ha impreziosito le pagine dell’Unità, de Il Fatto Quotidiano e del settimanale online Il Domani, raccogliendo lungo il cammino prestigiosi riconoscimenti come il premio Campione all’UNICEF.

Una vita tra reportage, letteratura e l’insegnamento di Márquez

Oltre agli articoli, Maurizio Chierici ha lasciato un’eredità letteraria monumentale. È stato autore di biografie-intervista fondamentali come Dayan e Arafat e i guerriglieri della speranza, oltre a opere che hanno dato voce agli ultimi, come La pelle degli altri e Lungo viaggio d’addio. La sua capacità di scavare nelle contraddizioni umane lo ha portato a firmare romanzi-verità di impatto, tra cui Malgrado le amorevoli cure – I baroni della medicina e l’inchiesta Quel delitto in casa Verdi, riproposta da Bompiani per il centenario del Maestro.

Ma il suo contributo non si è limitato alla carta stampata. Chierici è stato un maestro per le nuove generazioni, chiamato nientemeno che da Gabriel García Márquez a insegnare giornalismo pratico a Cartagena de las Indias, in Colombia. Un impegno didattico che ha proseguito con dedizione anche presso l’Università di Parma, trasmettendo a centinaia di studenti le teorie e le tecniche apprese sul campo. Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia del giornalismo italiano, un uomo che ha saputo guardare il mondo, per citare un suo celebre titolo, sempre “Con gli occhi del Sud”.

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