
L’Italia è stretta nella morsa di un’ondata di maltempo che non accenna a placarsi, costringendo il Governo a correre ai ripari. Per oggi pomeriggio, alle ore 15.30, è stato infatti convocato d’urgenza un Consiglio dei Ministri interamente dedicato all’emergenza climatica che sta devastando il Meridione, con particolare attenzione alle regioni di Calabria, Sicilia e Sardegna. I danni registrati finora sono ingenti e il quadro meteorologico resta estremamente critico, lasciando poco spazio all’ottimismo per le prossime ore.
In Sicilia, la situazione più drammatica si sta consumando a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Nel quartiere Sante Croci, proprio al di sotto del rinomato belvedere, una frana imponente ha squarciato il territorio, obbligando circa 300 famiglie ad abbandonare precipitosamente le proprie abitazioni. A cedere è stato il fragile terreno di sabbia e argilla su cui poggia l’abitato, aprendo una lesione profonda che minaccia ora i palazzi circostanti. Il primo cittadino, Massimiliano Conti, ha descritto uno scenario desolante: mentre le scuole restano chiuse, le famiglie sfollate hanno trovato un rifugio di fortuna nella palestra comunale. Come se non bastasse, ulteriori smottamenti lungo la strada provinciale 10 hanno isolato il centro nisseno, già duramente provato dai colpi del recente ciclone Harry.
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L’ombra del rischio idrogeologico da Nord a Sud
Nonostante l’attenzione sia concentrata sul Mezzogiorno, l’allarme si estende pericolosamente anche verso il Nord. Nelle ultime ore, le piogge incessanti hanno provocato il crollo di una parete rocciosa in Liguria, dove una frana lunga 150 metri ha investito l’Aurelia nel tratto tra Arenzano e Genova. Terra e massi hanno invaso entrambe le corsie a ridosso della galleria Pizzo, in un punto dove pare abbia ceduto la rete paramassi. Sul posto i Vigili del Fuoco stanno lavorando freneticamente per escludere la presenza di automobilisti sotto i detriti.
Attualmente, la Protezione Civile mantiene lo stato di allerta gialla in cinque regioni: Calabria, Campania, Sardegna, Sicilia e Veneto. Il rischio è stratificato: si va dall’ordinaria criticità per rischio idraulico nel versante tirrenico della Calabria e in gran parte della Sardegna (dal Campidano al Logudoro), fino alla criticità per temporali che interessa l’intera Sicilia, dalle Eolie a Pantelleria. Anche la Campania resta sotto osservazione, con particolare attenzione per la Piana campana, Napoli e la penisola sorrentino-amalfitana, mentre in Veneto preoccupa il bacino del Basso Piave. La fragilità del territorio italiano emerge in tutta la sua evidenza, mentre le autorità monitorano i livelli dei corsi d’acqua e la tenuta dei versanti montuosi.


