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Frana Niscemi, allargata la fascia rossa: “Case destinate a crollare nel raggio di 50-70 metri”. A rischio anche edifici storici

Pubblicato: 27/01/2026 11:54

La frana di Niscemi continua ad avanzare senza sosta e tiene con il fiato sospeso un’intera comunità. Il vasto movimento franoso, iniziato nel pomeriggio di domenica 25 gennaio nel quartiere Sante Croci, non mostra segnali di rallentamento e, secondo le immagini aeree e i rilievi tecnici, si è ulteriormente esteso nelle ultime ore, assumendo dimensioni considerate eccezionali. Il fenomeno sta colpendo duramente la cittadina siciliana in provincia di Caltanissetta, trasformando l’emergenza in una crisi destinata a lasciare segni profondi nel tempo.

Nella giornata successiva all’innesco, la frana ha raggiunto una larghezza complessiva di circa 4 chilometri, con pareti verticali che in alcuni punti toccano i 50-55 metri di altezza. Un’evoluzione che ha imposto l’immediato ampliamento delle misure di sicurezza e l’adozione di nuove evacuazioni, mentre decine di uomini della Protezione civile continuano a presidiare l’area, monitorando minuto per minuto i movimenti del terreno e fornendo assistenza alla popolazione costretta a lasciare le proprie abitazioni.
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Una frana senza precedenti

Secondo quanto confermato dagli esperti, il meccanismo che ha dato origine alla frana non è ancora stato chiarito in modo definitivo. Ciò che appare certo, però, è l’eccezionalità dell’evento. Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha descritto una situazione senza precedenti per l’Isola, parlando di due grandi archi di frana che si estendono per chilometri, accompagnati da sprofondamenti improvvisi e pareti verticali impressionanti.

Dopo meno di 24 ore dal primo cedimento, nella mattinata di lunedì 26 gennaio, si è verificato un nuovo e violento scivolamento verso valle, con un incremento drastico dell’altezza delle pareti di distacco. Le abitazioni rimaste sospese lungo il fronte di frana sono considerate inevitabilmente destinate al crollo, così come quelle più vicine alla linea sommitale. Le valutazioni tecniche parlano di edifici irrecuperabili nel raggio di 50-70 metri, rendendo necessario pianificare soluzioni abitative alternative per molte famiglie.

Il rischio di crollo imminente riguarda non solo le costruzioni moderne, ma anche edifici storici vincolati dalla Soprintendenza che resistevano da oltre due secoli. Non si tratta di abusivismo edilizio, ma di un intero pezzo di storia siciliana che rischia di essere cancellato dalla forza della natura.

Evacuazioni e paura tra i residenti

Di fronte al pericolo imminente, le autorità hanno deciso di allargare la zona rossa da 100 a 150 metri, ordinando nuove evacuazioni che hanno portato il numero degli sfollati a circa 1500 persone. Il sindaco di Niscemi ha disposto l’uscita forzata di altre 300-500 persone nelle aree più esposte, mentre il Comune, in collaborazione con la Protezione civile, ha allestito strutture di accoglienza come la palestra comunale. Molti residenti, tuttavia, hanno trovato rifugio presso parenti, amici o in seconde case.

Nelle parole del primo cittadino emerge tutta la paura e la frustrazione di una comunità provata: la frana sta letteralmente inghiottendo una parte della città, lasciando dietro di sé macerie, incertezza e un senso diffuso di impotenza. Fortunatamente, al momento non si registrano feriti, ma i danni alle abitazioni sono ingenti e destinati ad aumentare.

Un’emergenza destinata a durare

Il sindaco ha invitato con forza la popolazione a non sottovalutare l’evento, a rispettare le ordinanze e a non oltrepassare le aree transennate. Le scuole resteranno chiuse e le misure di sicurezza continueranno a essere rafforzate nei prossimi giorni. L’obiettivo immediato è la tutela delle vite umane, ma lo sguardo è già rivolto al futuro, consapevoli che la frana rappresenta una ferita profonda che la città dovrà affrontare anche nei mesi e negli anni a venire.

La frana di Niscemi non è solo un’emergenza geologica, ma una prova collettiva per un territorio che ora chiede risposte, sicurezza e un piano concreto per la ricostruzione. Un evento drammatico che segna un prima e un dopo nella storia recente della comunità niscemese.

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Ultimo Aggiornamento: 27/01/2026 14:07

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