
Il caso dell’omicidio di Pierina Paganelli entra in una fase cruciale, spostandosi dalle aule riminesi al Tribunale del Riesame di Bologna. La difesa di Louis Dassilva, il 35enne senegalese unico indagato per il delitto di via del Ciclamino, ha depositato una poderosa memoria difensiva di ben 250 pagine. L’obiettivo degli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi è cristallino: smantellare il castello accusatorio della Procura di Rimini, evidenziando quelle che definiscono inconsistenze e incongruenze cronologiche nel racconto di quanto accaduto in quel garage nell’ottobre del 2023.
I legali hanno analizzato minuziosamente ogni fase del delitto, contestando la ricostruzione della squadra mobile e del pm Daniele Paci. Al centro della disputa non c’è solo l’alibi di Dassilva, ma la natura stessa dell’aggressione. Secondo la consulenza tecnica di parte, infatti, “le modalità del delitto sono incompatibili con il passato militare di Dassilva”, come dichiarato dall’avvocato Fabbri. Per la difesa, l’efferatezza delle 29 coltellate che hanno ucciso la 78enne non corrisponderebbe al profilo d’azione di un uomo con addestramento formale.
Il ruolo di Manuela Bianchi e le nuove memorie agli atti
Il movente individuato dagli inquirenti resta legato alla relazione extraconiugale tra l’indagato e Manuela Bianchi, nuora della vittima. Proprio le dichiarazioni di quest’ultima sono finite sotto la lente d’ingrandimento del Riesame. La donna, attualmente indagata per favoreggiamento, ha fornito una versione dei fatti che inchioderebbe il 35enne, raccontando di un incontro avvenuto poco dopo il delitto in cui l’uomo l’avrebbe avvertita di non spaventarsi per la presenza del corpo nel vano ascensore. Un racconto che la difesa cerca di screditare punto su punto, definendolo frutto di un contesto di estrema pressione.
Mentre si attende l’esito della perizia sull’audio registrato da una telecamera condominiale, la Procura non resta a guardare. Il pm Paci ha riascoltato recentemente la Bianchi per chiarire alcune divergenze emerse dalle testimonianze di un’amica intima della donna, depositate nell’ultima udienza di Corte d’Assise. Queste precisazioni sono confluite in una nuova memoria che la Procura ha presentato per blindare la custodia cautelare in carcere. Resta sospeso l’esito di questo braccio di ferro legale che vede contrapposti il passato militare dell’indagato, le confessioni tormentate della nuora e una scia di sangue che attende ancora giustizia definitiva.


