
L’orrore ha bussato alla porta di una villetta in contrada Femina Arsa, a Paduli, trasformando una tranquilla mattinata nel Sannio in uno scenario di sangue e disperazione. È qui, a pochi chilometri da Benevento, che la violenza domestica ha mostrato il suo volto più atroce. Protagonista della vicenda è Valentino Salomone, una guardia giurata di 38 anni, che avrebbe rivolto la propria arma di servizio contro la moglie, la trentenne Giulia De Luca. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, l’uomo avrebbe imbracciato il fucile all’interno della loro abitazione, esplodendo diversi colpi che hanno raggiunto la donna in punti vitali, devastandone il fianco e una spalla. La violenza dell’impatto e la natura delle ferite hanno immediatamente delineato un quadro clinico drammatico, richiedendo l’intervento d’urgenza dei soccorsi.
La corsa al San Pio e le indagini dell’Arma
La vittima è stata trasportata in condizioni critiche presso l’ospedale San Pio (ex Rummo) di Benevento, dove i medici l’hanno immediatamente trasferita in reparto per sottoporla alle cure necessarie. Attualmente, Giulia De Luca si trova ricoverata in prognosi riservata, con i sanitari che lottano per stabilizzarne i parametri vitali. Nel frattempo, sul luogo della sparatoria sono intervenuti i carabinieri, che hanno isolato l’area di contrada Femina Arsa per avviare i rilievi scientifici e ricostruire l’esatta traiettoria dei proiettili.

Valentino Salomone è stato prontamente rintracciato e tratto in arresto dai militari con l’accusa di tentato omicidio. Gli investigatori dell’Arma stanno ora scavando nel passato della coppia per identificare il movente che ha spinto la guardia giurata a compiere un gesto così estremo. Si cerca di capire se vi fossero state liti pregresse o se il trentottenne avesse manifestato segnali di squilibrio nei giorni precedenti. Il sequestro del fucile e degli altri armamenti in possesso dell’uomo per motivi professionali è stato immediato, mentre la comunità locale resta in attesa di un segnale di speranza dal bollettino medico. In un territorio solitamente lontano dai grandi titoli di cronaca nera, la vicenda ha scosso profondamente i residenti, riaccendendo il dibattito sulla detenzione di armi tra chi svolge professioni legate alla sicurezza e sulla protezione delle donne in contesti isolati.

