
La tensione sociale esplode a Napoli Est, dove il cuore pulsante del commercio locale è entrato in rotta di collisione con la pianificazione urbanistica comunale. Da una settimana, il Corso San Giovanni a Teduccio è diventato un labirinto di transenne e polvere, scatenando la rivolta dei negozianti che stamattina hanno dato vita a un blocco stradale per denunciare il rischio di un tracollo economico senza precedenti.
La riduzione della carreggiata a una sola corsia e l’eliminazione sistematica degli stalli di sosta hanno reso l’area inaccessibile ai clienti, trasformando la routine delle Partite Iva in una lotta per la sopravvivenza. «I lavori stanno bloccando i negozi. Hanno ridotto la strada ad una sola corsia e cancellato le strisce della sosta. I clienti non sanno dove parcheggiare», denunciano con forza i manifestanti, sottolineando come un cantiere destinato a durare fino ad agosto rappresenti una condanna a morte per le attività storiche del quartiere.
Multe e rimozioni: la crisi di Corso San Giovanni
Il malumore è alimentato da quello che i residenti definiscono un paradosso gestionale. Oltre al calo drastico del fatturato, i commercianti lamentano una pressione sanzionatoria insostenibile. «Ai danni anche la beffa: ogni giorno multe, punti sottratti sulla patente e rimozioni forzate», racconta uno degli esercenti, evidenziando come la mancanza di alternative per il parcheggio stia vessando chiunque provi ad accostare per una commissione veloce. Le oltre cinquanta attività coinvolte, situate nel tratto che va dalla Rotonda Maradona verso il centro città, si sentono abbandonate in una zona dove il commercio è già messo a dura prova dalla crisi. Anche la politica locale si schiera con la piazza: Aniello Esposito, consigliere comunale del Pd, ha ribadito che «le attività commerciali sono asfissiate dai cantieri», evidenziando come fosse facile prevedere tali disagi e criticando un’amministrazione che sembra “ammazzare” le attività invece di valorizzarle.
I commercianti, pur chiarendo di non essere contrari al rifacimento del manto stradale, chiedono a gran voce correttivi immediati e aree di sosta dedicate. Le proposte avanzate sono concrete: l’autorizzazione al parcheggio in piazza San Giovanni Battista o l’apertura strategica del piazzale delle Ferrovie dello Stato, un’ampia superficie attualmente inutilizzata che potrebbe essere convertita in parcheggio temporaneo a pagamento. L’obiettivo è chiaro: ripristinare il flusso di clientela prima che le saracinesche si abbassino definitivamente. La palla passa ora al Comune, da cui si attendono risposte urgenti per evitare che la protesta torni a paralizzare la viabilità di Napoli Est nei prossimi giorni.


