
Dopo settimane di attesa e di profondo dolore, la comunità di Anguillara Sabazia si prepara a dare l’ultimo saluto a Federica Torzullo, la quarantunenne funzionaria delle Poste la cui vita è stata spezzata il 9 gennaio scorso. Nella giornata di mercoledì è finalmente arrivato il nulla osta della Procura di Civitavecchia per la riconsegna della salma, permettendo così ai familiari di fissare la data delle esequie per sabato 7 febbraio.
La cerimonia dovrebbe svolgersi nella chiesa della Regina Pacis, la stessa dove, appena pochi giorni fa, centinaia di persone si sono strette nel lutto per i suoceri della donna, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, tragicamente scomparsi in seguito a un gesto estremo. Sebbene l’orario preciso della funzione non sia ancora stato formalizzato, l’attenzione della cittadina sul lago di Bracciano resta altissima, in un clima di sgomento che ha colpito trasversalmente residenti, amministrazione locale ed ex colleghi delle forze dell’ordine.
Indagini e misteri: il giallo dell’arma scomparsa
Mentre i parenti si preparano al rito funebre, l’inchiesta giudiziaria prosegue serrata per chiudere il cerchio su una vicenda dai contorni terribili. Claudio Carlomagno, reo confesso dell’omicidio della moglie, resta attualmente rinchiuso in isolamento nel carcere di Civitavecchia, sottoposto a un rigido regime di sorveglianza a vista per scongiurare eventuali atti autolesionistici. Tuttavia, nonostante le confessioni fornite dall’uomo, gli inquirenti devono ancora fare i conti con un tassello mancante fondamentale: l’arma del delitto. Il coltello, che Carlomagno ha descritto come un comune utensile da cucina utilizzato all’alba di quel tragico 9 gennaio, non è ancora stato rinvenuto.
Le ricerche si sono concentrate nelle aree indicate dal quarantasette anni, che ha affermato di aver lanciato la lama in un canale situato nei pressi dell’incrocio tra via Braccianese Claudia e via Anguillarese. Nonostante i ripetuti sforzi dei carabinieri e i sopralluoghi nel terreno adiacente alla ditta dove il corpo di Federica è stato tristemente ritrovato, l’arma sembra svanita nel nulla. Gli inquirenti non escludono di riprendere le operazioni di perlustrazione nei prossimi giorni, setacciando nuovamente i canali di scolo della zona per trovare il riscontro oggettivo alla versione fornita dal presunto assassino. La villetta di Anguillara, diventata simbolo di una tragedia familiare senza precedenti, resta al centro degli accertamenti tecnici, mentre la città attende solo di poter onorare un’ultima volta la memoria di una donna descritta da tutti come una lavoratrice instancabile.


