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“Furto anomalo!”. Ladro nel camerino di Travaglio durante lo spettacolo: gli ruba tutto tranne…

Pubblicato: 07/02/2026 14:27

Un furto mirato, consumato lontano dagli sguardi del pubblico ma nel cuore di una serata affollata, ha interrotto il dopo-spettacolo di Marco Travaglio al teatro D’Annunzio di Latina. L’episodio risale a giovedì 5 febbraio, mentre il giornalista era sul palco impegnato nello spettacolo “Cornuti e contenti”. Proprio durante la rappresentazione, qualcuno è riuscito a introdursi nel suo camerino e a portare via dispositivi elettronici custoditi tra gli effetti personali.

Il furto è emerso solo al termine dello spettacolo, quando Travaglio è rientrato nel camerino. In quel momento si è accorto dell’assenza di due computer portatili e un tablet, strumenti di lavoro che, secondo quanto poi formalizzato nella denuncia, comprendevano il computer personale del giornalista e quello utilizzato dalla segreteria. Un dettaglio rilevante: il portafoglio non è stato toccato, elemento che rafforza l’ipotesi di un’azione selettiva e non improvvisata.
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marco travaglio

Un colpo discreto durante lo spettacolo

Dai primi accertamenti effettuati dopo la denuncia in Questura, non sono stati riscontrati segni di effrazione. La porta del camerino non risultava forzata: non era chiusa a chiave, ma l’area non era liberamente accessibile. Durante lo spettacolo, infatti, l’ingresso ai camerini era possibile solo passando dalle quinte, attraverso un varco situato in prossimità del palco e della platea, zone normalmente presidiate dal personale del teatro.

Questo aspetto rende il furto particolarmente anomalo. L’ipotesi che qualcuno sia riuscito a muoversi indisturbato in un’area controllata suggerisce una dinamica studiata nei dettagli, oppure una conoscenza precisa degli spazi interni del teatro. Gli investigatori escludono, almeno in una prima fase, accessi secondari o ingressi dal retro dell’edificio: il cancello del cortile interno su via Oreste Leonardi era chiuso e protetto da sbarre.

marco travaglio a mediaset

Indagini complicate dall’assenza di telecamere

Secondo le prime ricostruzioni, l’ipotesi più plausibile è che il ladro, o più persone, sia passato dall’ingresso principale, sfruttando un momento di distrazione o confondendosi tra il pubblico. Un’azione rapida, avvenuta mentre l’attenzione generale era concentrata sul palco e sullo spettacolo in corso.

A rendere più complesso il lavoro degli investigatori è un ulteriore elemento: la mancanza di telecamere di sorveglianza all’interno e nelle aree immediatamente adiacenti al palazzo della cultura. L’assenza di sistemi di videosorveglianza limita le possibilità di ricostruire con precisione i movimenti sospetti e di individuare eventuali responsabili.

Il quadro che emerge è quello di un furto silenzioso, eseguito in pochi minuti e senza lasciare tracce evidenti, che solleva interrogativi sulla sicurezza degli spazi culturali durante eventi di grande richiamo. Un colpo che appare tutt’altro che casuale e che ora affida alle indagini il compito di chiarire come sia stato possibile agire indisturbati mentre, a pochi metri di distanza, il teatro era pieno e lo spettacolo sotto i riflettori.

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