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Terremoto all’alba, scossa forte. Gente in strada

Pubblicato: 10/02/2026 07:10

Il Mediterraneo orientale torna a tremare, confermandosi uno dei quadranti geologici più inquieti del nostro emisfero. Nelle prime ore di oggi, un movimento tellurico significativo è stato registrato nelle profondità marine della Grecia, con un epicentro localizzato con precisione al largo dell’isola di Creta. Secondo i dati ufficiali forniti dall’INGV, si è trattato di un “sisma magnitudo mb 4.3”, verificatosi alle ore 05:34 ora italiana (le 06:34 locali). La scossa ha avuto origine a una “profondità di 80 km”, un ipocentro piuttosto profondo che, fortunatamente, ha contribuito ad attutire l’impatto delle onde sismiche sulla superficie e sui centri abitati. Al momento, le autorità elleniche e le sale di monitoraggio internazionali confermano che “non si segnalano danni a persone o cose”, sebbene la percezione tra la popolazione residente nelle zone costiere sia stata netta e l’abbia spinta in strada.

L’instabilità dell’Arco Ellenico e la subduzione

L’episodio odierno non è che l’ennesima manifestazione di un assetto tettonico estremamente complesso e dinamico. Gli esperti sottolineano infatti che “l’area tra Santorini e Creta è una delle più instabili del Mediterraneo”, fungendo da vero e proprio confine tra colossi geologici. La regione si trova infatti lungo il cosiddetto Arco Ellenico, una zona di collisione dove la placca africana sprofonda inesorabilmente sotto quella egea. Questo fenomeno, noto come subduzione, è il motore immobile di una costante sismicità: il processo genera “enormi attriti e accumula energia che si libera periodicamente sotto forma di terremoti”.

Questa spinta millenaria produce effetti visibili non solo sulla sismicità, ma sull’intera morfologia dell’area. Mentre da un lato il movimento solleva progressivamente l’isola di Creta, dall’altro provoca uno stiramento della crosta nel Mar Egeo, dando vita a faglie attive e alimentando l’attività vulcanica del sistema di Santorini. Gli scienziati descrivono l’intera regione come un vero e proprio “mosaico geologico in continuo movimento”, una porzione di mondo dove la terra costantemente si “spacca” e si riorganizza per rispondere a pressioni tettoniche formidabili.

Il monitoraggio nell’area resta ai massimi livelli, poiché la liberazione di energia in questo settore può preludere a sciami sismici di varia entità. La profondità dell’evento di stamattina ha evitato il peggio, ma l’attenzione degli esperti rimane focalizzata sulle faglie superficiali che solcano il fondale egeo.

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