
Il lunedì mattina di Padova si è trasformato improvvisamente in un teatro di violenza urbana che ha sconvolto la frazione di Mortise. Quella che sembrava essere nata come una banale lite condominiale tra i pianerottoli, è degenerata in pochi istanti in un vero e proprio “Far West” che ha visto contrapposti due interi nuclei familiari. Il bilancio dello scontro, avvenuto intorno alle 12:15 di lunedì 9 febbraio, è pesante: dieci persone coinvolte tra padri, madri e figli, che “tra spintoni, insulti e botte se le sono date in mezzo alla strada”, precisamente nel cortile dei complessi di edilizia popolare in via Bajardi. Le urla e il frastuono della rissa hanno squarciato il silenzio del quartiere, spingendo i residenti, ormai esasperati, a richiedere l’intervento immediato delle forze dell’ordine attraverso il 113.
Tensione a Mortise: tra feriti e denunce a piede libero
L’intervento della Polizia ha permesso di sedare gli animi, ma non ha evitato le conseguenze legali e mediche per i protagonisti dello scontro, tutti di età compresa tra i 17 e i 40 anni. Secondo le prime ricostruzioni, la furia cieca scatenatasi tra i residenti ha lasciato sul campo quattro feriti con escoriazioni e contusioni al volto e alle mani. Tuttavia, l’aspetto più inquietante su cui la Procura sta cercando di fare luce riguarda l’eventuale uso di armi bianche. Il sospetto che durante il parapiglia siano spuntati anche dei “coltelli” è alimentato da alcune testimonianze raccolte sul posto e sembrerebbe trovare parziale conferma nelle ferite riportate da uno dei partecipanti. Al momento, otto delle persone coinvolte sono state denunciate a piede libero per rissa aggravata.
L’episodio ha riacceso i riflettori su una zona della città che da tempo vive una condizione di forte criticità. Il degrado sociale e la percezione di insicurezza sono diventati temi centrali per chi abita in via Bajardi. «Non mi stupisce più nulla ormai» è lo sfogo amaro di un vicino di casa, che sintetizza perfettamente il clima di rassegnazione che si respira tra le palazzine. Molti residenti lamentano un progressivo deterioramento della convivenza civile, descrivendo un quartiere che sta scivolando verso l’invivibilità.
Un uomo, che quotidianamente si reca a Mortise per far visita all’anziana madre, ha rilasciato una dichiarazione che fotografa il sentimento comune: «Noi abbiamo paura. Rispetto a tanti anni fa c’è stato un cambio generazionale in peggio e questo ha fatto sì che questa zona diventasse invivibile. Non vedo via d’uscita, credo andrà sempre peggio». Mentre la stretta sulla sicurezza sembra ora inevitabile, resta l’allarme sociale per una violenza che esplode con facilità disarmante tra vicini di casa.


