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Spara a moglie e figlio e poi brucia i corpi, la scoperta è agghiacciante: “Perché lo ha fatto”

Pubblicato: 16/02/2026 12:09

Venerdì 13 febbraio 2026 Michael Kegg Jr., 53 anni, è stato condannato a 126 anni di carcere per il duplice omicidio della ex moglie e del figlio. La sentenza, emessa in Indiana, chiude uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi anni negli Stati Uniti.

Il tribunale ha inflitto 62 anni per l’uccisione di Malisa Kegg, 51 anni, e 64 anni per l’omicidio del figlio Michael Kegg III, 34 anni. Una pena complessiva che equivale, di fatto, all’ergastolo.

I fatti risalgono alla notte di Capodanno tra il 2024 e il 2025. Come riportato dalla rivista americana People, il 1° gennaio i vigili del fuoco intervennero in un’abitazione avvolta dalle fiamme, dove rinvennero i corpi delle due vittime.

In un primo momento si pensò che la morte fosse stata causata dall’incendio. L’autopsia ha però rivelato una verità ben più drammatica: madre e figlio erano stati uccisi a colpi d’arma da fuoco prima che l’abitazione venisse incendiata.

Secondo gli inquirenti, l’assassino avrebbe sparato al petto con un fucile da caccia, poi ritrovato sulla scena insieme a tre cartucce. Successivamente avrebbe cosparso i corpi di liquido infiammabile, appiccando il fuoco nel tentativo di occultare il delitto.

Sul corpo del figlio sono stati riscontrati anche segni di una violenta colluttazione, dettaglio che lascia ipotizzare un disperato tentativo di difesa. Un elemento che ha aggravato ulteriormente la posizione dell’imputato durante il processo.

Il contesto familiare era già segnato da forti tensioni. A metà dicembre 2024 si era svolta l’udienza di divorzio tra Kegg Jr. e l’ex moglie. Secondo l’accusa, il duplice omicidio maturerebbe in un clima di conflitti economici e personali. Il giorno prima del delitto, l’uomo avrebbe chiesto di interrompere le utenze intestate alla donna, dichiarando di non voler più sostenere quelle spese.

Alcuni testimoni lo hanno descritto come particolarmente adirato in quel periodo. Gli investigatori hanno ricostruito una sequenza premeditata: l’imputato avrebbe lasciato il cellulare a casa per evitare di essere localizzato, segno di un possibile tentativo di eludere le indagini.

Nel fascicolo compare anche il nome di Amanda Kegg, allora moglie di Kegg Jr., che secondo gli inquirenti avrebbe assistito agli omicidi e accompagnato l’uomo in auto fino all’abitazione. La donna si è dichiarata non colpevole delle accuse di omicidio e favoreggiamento. Le indagini proseguono per chiarire ogni responsabilità in un caso che ha sconvolto l’opinione pubblica americana.

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